Se le donne italiane hanno da quarant’anni il diritto di abortire, lo devono in gran parte a lui: Francesco Dambrosio, ginecologo, storico primario della clinica Mangiagalli di Milano, morto pochi giorni fa a 81 anni. Fu lui, infatti, insieme a un pugno di colleghi, a mettere in piedi il consultorio pubblico dove vennero effettuati i primi aborti legali. Accadeva a Seveso nel 1976, dopo che la fuoriuscita di diossina dall’Icmesa aveva devastato le vite degli abitanti della zona e compromesso, forse, il futuro della loro progenie.

La legge 194 sarebbe arrivata solo due anni dopo, l’aborto era quindi vietato salvo che in pochissimi casi e solo per la salvaguardia della salute della donna. “A Seveso demmo una nuova interpretazione della legge” ha ricordato Dambrosio a chi scrive in un’intervista di qualche anno fa. “Interpretammo la legge considerando anche i rischi per la salute psichica della donna. La decisione era presa da tre medici, uno dei quali psichiatra”. Fu il grimaldello che aprì un varco nella legge e nelle coscienze.

“Medico degli aborti”, “killer dei bambini”, così veniva definito Dambrosio dai suoi detrattori, in primis i colleghi cattolici che gli resero la vita molto difficile in ospedale, che lo bersagliarono di denunce, tutte finite nel nulla. E a lui quell’etichetta andava davvero stretta, perché nella sua lunga carriera professionale aveva dedicato alla vita molte più energie e passione. Gli piaceva ricordare che a Seveso, in un anno di attività del consultorio, gli aborti erano stati 50 ma le nascite 800. Padre di quattro figli, aveva fatto nascere migliaia di bambini, e salvato centinaia di vite essendo stato fra i primi in Italia a dedicarsi alla medicina trasfusionale e alla prevenzione della isoimmunizzazione Rh.

Ma Dambrosio è stato soprattutto un amico delle donne, un uomo sempre dalla loro parte: quando dava la pillola a quelle di Seveso, terrorizzate di rimanere incinte di bambini malformati (era legale dal 1971, ma i medici locali non la prescrivevano), quando contribuiva alla diagnosi precoce del cancro al seno applicando per primo nuove tecniche ecografiche, quando conduceva importanti studi epidemiologici sulla mortalità perinatale, natale e materna.

Nato in Puglia, a Cerignola, Dambrosio è stato un grande milanese: sotto la Madonnina ha studiato, esercitato la professione, fatto politica (è stato radicale e socialista, quando quest’ultima non era una parolaccia), lottato per i diritti civili. La sua morte è passata sotto silenzio da giornali, tv, web. Sarebbe bello se la città lo ricordasse. Sindaco Beppe Sala, se ci sei batti un colpo.

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