“Credo che al di là della vittoria del o del No, tutti noi usciremo sconfitti da questa vicenda perché sulla questione costituzionale non si può scherzare con espressioni come ‘guerra in corso‘”. Con queste parole il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky, ospite alla Festa de l’Unità di Torino, ha commentato l’intervista a ‘La Repubblica’ dell’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (“Con quello che succede nel mondo e quello che ha sulle spalle l’Italia, è davvero surreale l’infuriare di una guerra sul referendum costituzionale” ndr). Per oltre due ore, Zagrebelsky si è confrontato con l’ex presidente della Camera, Luciano Violante (Pd), che, pur sostenendo il Sì, ha criticato il legame tra la riforma costituzionale e la legge elettorale: “Faccio parte del comitato dei “non renziani per il Sì e spero che Renzi passi dalle parole ai fatti cambiando al più presto l’Italicum“. L’altro tema di discussione è stata la data del referendum: “Renzi dà risposte da rabdomante e non da presidente del consiglio – attacca il professore – abbiamo bisogno di certezze sui tempi anche se l’impressione è che la scelta della data dipenda dai suggerimenti che si possono trarre dai sondaggi. Le vicende istituzionali non possono però dipendere da questo”

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