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Biennale Venezia, Buttafuoco contro l’Unione Europea: “Ci toglie 2 milioni e dà 6 miliardi in 6 mesi a Putin”

È il duro attacco del presidente della Biennale di Venezia alla Commissione Europea durante una conferenza stampa. Al centro della questione la decisione di revocare 2 milioni di fondi dopo la riapertura del padiglione della Russia
Biennale Venezia, Buttafuoco contro l’Unione Europea: “Ci toglie 2 milioni e dà 6 miliardi in 6 mesi a Putin”
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“L’Unione Europea toglie due milioni alla Biennale e dà sei miliardi in sei mesi a Putin”. È il duro attacco del presidente della Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco alla Commissione Europea durante la conferenza stampa di presentazione della 83/a Mostra internazionale d’arte cinematografica, in programma al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre.

Buttafuoco ha trasformato l’occasione in un momento di chiarimento pubblico sulla posizione dell’istituzione in seguito alla decisione della Commissione europea. E lo ha fatto citando il titolo scritto da Mattia Feltri sul suo giornale, l’HuffPost: secondo il presidente della Biennale, la sanzione economica contro l’istituzione veneziana è incoerente rispetto alle altre scelte compiute a livello internazionale nei rapporti con la Russia. Il 21 luglio infatti l’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura, un ente dell’Unione Europea che gestisce i finanziamenti per l’istruzione, ha deciso di revocare 2 milioni di euro di fondi europei destinati alla Biennale di Venezia per progetti di produzione cinematografica. Una revoca arrivata dopo che l’11 luglio la Commissione europea aveva raccomandato all’agenzia di togliere i finanziamenti. In particolare, al centro della questione c’è la determinazione da parte della direzione della mostra di riaprire quest’anno il padiglione della Russia, esclusa dal 2022 in seguito dell’invasione dell’Ucraina. Secondo Bruxelles gli eventi culturali sostenuti con fondi dell’Unione Europea devono rispettare i valori democratici, il dialogo aperto, la diversità e la libertà di espressione.

“Ci lascia un compagno di strada – ha detto Buttafuoco parlando della commissione Ue – ma la Biennale non può certo sottostare, noi non facciamo politica, non assecondiamo tamburi, noi siamo chiamati qui alla ricerca a livello internazionale nel campo delle arti. Obbedendo ai loro desiderata verremmo meno ai principi di autonomia e di libertà di espressione e di ricerca di fantasia d’immaginazione che da 131 anni sono propri di questa istituzione”. Per Buttafuoco il punto centrale non è economico, ma riguarda soprattutto il metodo seguito dalla Commissione e l’assenza di motivazioni giuridiche sufficienti: “Ben tre lettere della Commissione europea, ecco chi è il compagno di strada che è venuto meno, hanno avuto tre dettagliate risposte e ripetevano le stesse domande come se non ci fossero mai state le puntuali risposte”. E aggiunge: “Troveremo un giudice a Berlino” alludendo al ricorso che la Biennale di Venezia sta preparando per contestare la decisione presa in sede europea.

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