“Non c’era nessuna intenzione di dare giudizi sull’operato della giunta. E’ giusto dare al nuovo sindaco di Roma, Virginia Raggi, il tempo di lavorare e affrontare i problemi cronici della città, che non possono dipendere dall’attuale amministrazione ma che certamente devono trovare al più presto una soluzione. Era questo, quello di cui si occupava l’articolo”. L’articolo di cui parla monsignor Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, è comparso sulle colonne dell’Osservatore Romano. Era un pezzo sul maltempo a Roma, interpretato dai giornali come spia di un supposto “gelo” tra Campidoglio e Oltretevere. Dal flash di ieri dell’Ansa (“Roma in stato d’abbandono”) si è passati ai titoli di prima pagina di Corriere della sera (“Caso Roma, la Chiesa accusa“), Repubblica (“Roma senza governo“), e Messaggero, (“Roma in stato di abbandono”) mentre sugli altri quotidiani la notizia è meno visibile in prima pagina. Ma il senso era sempre lo stesso. Non era quello che però intendeva la Santa Sede, che ha espresso “sorpresa” per le interpretazioni della stampa.

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Il pezzo dell’Osservatore dal quale sono state prese le frasi – di certo critiche – sullo stato di Roma è quello che abbiamo inserito in questa pagina. Non un editoriale, non una presa di posizione. Ma un pezzo sul maltempo, dove pure il giornale vaticano sottolineava che i disagi per i romani per un banale temporale estivo erano la “riprova dello stato di abbandono in cui per certi aspetti versa la città”. Quindi era giusto riportare quella sottolineatura dell’Osservatore Romano. Anche ilfattoquotidiano.it ha titolato su quella frase. La questione però è interrogarsi sullo spazio corretto da dare: i giornali online sono peraltro più esposti a “divorare” tutto per la velocità del flusso delle notizie e la mole di contenuti da gestire (salvo ridimensionare tutto nell’arco di un tempo ragionevole), ma i giornali in edicola hanno più strumenti, più forza e più tempo per verificare e “pesare”.

D’altra parte la dinamica della comunicazione in questi casi somiglia a un cortocircuito. E in particolare la giornata di ieri era caratterizzata dal fatto che – dopo una settimana di caos in Campidoglio – Virginia Raggi ha deciso a poche ore dall’evento di saltare la partecipazione al Festival dell’Azione Cattolica, in programma in Vaticano. Proprio ieri il Corriere della Sera aveva intervistato il segretario generale della Cei, Nunzio Galantino, che in sintesi diceva che in Comune a Roma bisognava mettere fine alle schermaglie politiche e iniziare a governare. Lo stesso Galantino, in occasione della festa dell’Azione Cattolica, aveva risposto alla domanda: deluso che la Raggi non ci sia? “Deluso? No, sarei stato deluso se non fossero venuti i ragazzi”. Il giorno prima aveva parlato anche Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano: “Mi auguro – aveva detto Parolin – che la situazione si risolva in modo tale che l’amministrazione si metta a lavorare e ad affrontare i problemi e le difficoltà dei cittadini che a Roma sono molti”. Insomma, il pressing del Vaticano almeno a parole c’è ed è normale che ci sia visto che Roma è anche la “città santa” e visto che – come hanno raccontato i giornali nei mesi scorsi – il M5s e la Raggi sono stati investiti anche della fiducia della Chiesa che spera in un riscatto della Capitale. Ma le parole di Galantino, l’assenza della Raggi e quell’inciso dell’articolo dell’Osservatore hanno creato la miscela “giusta”. Così “Il maltempo causa una vittima in Puglia e paralizza Roma” è diventato “La Chiesa accusa”. Fino a quanto il Vaticano ha chiarito che alla neo sindaca bisogna dare tempo.

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