Bufale, fesserie, tesi complottiste, il direttore Enrico Mentana è sceso in campo in prima persona sui social, sopratutto su Facebook, contro quelli che lui definisce gli ‘avvelenatori dei pozzi’. “Non riesco a concepire che informazione e bufale abbiano pari dignità, ho deciso di contrastare queste fesserie, il giornalista non vive isolato in una terrazza, nel suo giornale, mentre sotto c’è un mondo brulicante dei social network, se tu fai comunicazione devi mettere le mani anche lì, dove insieme c’è acqua pura e qualcosa di torbido, devi fare sempre informazione, devi controbattere nel nome del principio di sana informazione” spiega il giornalista. “Tutte queste fesserie che in tempo di pace sono odiose, ma lasciamo al dibattito platonico del web, diventano pericolosissime quando ci sono situazioni che comportano l’interesse e la solidarietà nazionale, quando riguardano la messa in discussione delle donazioni e della solidarietà allora lì bisogna intervenire duramente, se viene meno la solidarietà perché qualcuno avvelena i pozzi, crolla il tessuto sociale del Paese” aggiunge. Il direttore è apparso anche come il fustigatore della tv del dolore con il suo ‘anche no’ alla messa in onda della foto di una famiglia vittima del terremoto durante una delle sue maratone televisive. “Non sono contro la tv del dolore semplicemente non la faccio, se una parte dell’informazione ritiene di lisciare il pelo a una parte dell’opinione pubblica che vuole ‘il no ai terremotati nelle tende e gli immigrati in hotel a 5 stelle’ lo faccia pure, io non sono un arbitro ma un giocatore e scelgo le regole per il telegiornale di cui ho la responsabilità, c’è una parte del pubblico che quello vuole”

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