Idranti aperti contro i manifestanti: momenti di tensione a Roma, dove in piazza del Campidoglio è esplosa la protesta dei movimenti per la casa. In tutta risposta i manifestanti hanno occupato via del Teatro Marcello, a due passi da piazza Venezia, mandando in tilt la circolazione: da qui è partito il corteo che si è concluso davanti alla sede della Fao, lungo Viale Aventino, a due passi dal Circo Massimo. I manifestanti hanno indetto un’assemblea pubblica nella quale discuteranno delle successive azioni di protesta da mettere in campo contro la delibera sugli sfratti del comune.

Nel pomeriggio gli attivisti hanno esposto sulla facciata del Campidoglio uno striscione che recita “piazza della dignità”. Sotto, centinaia di persone hanno “assediato” la piazza con ombrelli e fumogeni mentre con degli scatoloni hanno costruito una finta barricata. Alcune persone hanno poi cercato di salire sulla scalinata del palazzo Senatorio, ma sono stati respinti dalla polizia. “I nostri diritti non sono temporanei”, si legge su un altro manifesto mentre la piazza ha intonato cori contro le politiche abitative del governo Renzi, chiedendo lo “stop degli sfratti”.

Poco prima Luca Fagiano, uno dei leader dei movimenti per la casa, aveva incontrato alcuni funzionari della Questura. “Da parte del prefetto Tronca c’è l’ennesima chiusura nei nostri confronti – ha detto Fagiano – Il commissario non vuol sentire parlare di confronto e tira dritto sugli sgomberi. Ma noi da qui non ci muoviamo, la gente è esasperata”.

Come si legge su un comunicato, i movimenti per la casa a Roma rimproverano all’amministrazione capitolina di “sabotare la delibera regionale (quella comunale n. 50/2016) sull’emergenza abitativa con ogni mezzo a disposizione. Anche con la repressione violenta dei movimenti se servirà. Con gli sgomberi e le minacce di denunce, reiterate ad ogni incontro”. E aggiungono: “Le nostre osservazioni saranno sostenute anche da un’azione legale che stiamo preparando con giuristi e avvocati, convinti della necessità di impugnare una delibera portatrice di un danno rilevante alla città e produttrice di sicure tensioni sociali”.

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