Il governo corregge il tiro. Dopo avere escluso gli extracomunitari dal bonus cultura da 500 euro da destinare ai diciottenni, l’esecutivo è corso ai ripari e ha presentato un emendamento per estendere il beneficio anche ai ragazzi stranieri. La proposta di modifica è stata formulata durante l’esame del decreto scuola, ora al vaglio della commissione Istruzione del Senato. Per rendere operativa la norma serve l’approvazione del Parlamento.

All’indomani degli attentati di Parigi di novembre, il premier Matteo Renzi aveva annunciato un sostegno economico ai neomaggiorenni. “Un miliardo in sicurezza, uno nell’identità culturale – aveva spiegato il presidente del Consiglio, promettendo una carta bonus per “550mila italiani che compiono 18 anni e che potranno investire in attività culturali”. La legge, peraltro ancora in attesa di attuazione, parla di una “carta elettronica dell’importo massimo di 500 euro, che può essere usata per ingressi a teatro, cinema, musei, altri eventi culturali, per acquisto dei libri e l’accesso a zone archeologiche e parchi naturalistici”.

Eppure, il testo prevede che questo beneficio fosse destinato a solo ai “cittadini italiani o di altri Paesi membri dell’Unione europea”. Andrea Maestri, deputato iscritto al gruppo Alternativa Libera-Possibile, aveva parlato subito di “una leggina razziale”, mentre monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, lo aveva definito “un segnale bruttissimo sul piano culturale”. La maggioranza aveva fatto mea culpa, ma finora non era arrivato alcun intervento concreto per correggere la norma.

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