Quattro turni di stop. Ovvero niente Verona, Inter, Bologna e, soprattutto, Roma. Gonzalo Higuain paga a caro prezzo i 60 secondi di rabbia seguiti all’espulsione per doppia ammonizione contro l’Udinese. La sentenza del giudice sportivo Gianpaolo Tosel verrà ufficializzata domani ma, come anticipato da Gazzetta.it, i giochi sono fatti. L’attaccante argentino salterà ben quattro delle sette partite che restano da giocare fino al termine della stagione. La decisione farà discutere ma ha una sua spiegazione.

Il referto consegnato da Irrati al giudice sportivo fa riferimento ad espressioni irriguardose e ingiuriose, punibili secondo l’articolo 18 comma A con due turni di squalifica ai quali bisogna aggiungere la giornata di stop per l’espulsione. La quarta giornata decisa da Tosel va ricondotta al fatto che le proteste di Higuain sono state ripetute: avvenute cioè al momento dell’espulsione e dopo mentre “appoggiava le mani sul petto” del direttore di gara “esercitando una lieve pressione”.

La mancata applicazione del comma B che contempla la “condotta violenta” – per la quale sono previste almeno 8 giornate di squalifica – è imputabile allo stesso Irrati, che ha di fatto ‘salvato’ il Pipita parlando di “lieve” pressione. Allo stesso tempo proprio il gesto fisico nei confronti dell’arbitro e la questione legata alle proteste “ripetute” costituisce il discrimine tra la terza e la quarta giornata di squalifica, altrettanto pesante poiché tiene il capocannoniere della Serie A lontano dalla sfida alla Roma, al momento decisiva per il secondo posto che vale l’accesso diretto in Champions League. Punito con un turno di squalifica invece l’allenatore Maurizio Sarri – alla terza espulsione stagionale – che non potrà andare in panchina nel match contro il Verona. Pesano sulla decisione di Tosel le frasi rivolte agli ufficiali di gara (“Vi dovete vergognare”). La domenica nera del Napoli termina il giorno dopo sulla scrivania del giudice sportivo.

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