Ancora scosse in Molise a causa dello sciame sismico che da cinque giorni sta investendo tutta la regione. La terra ha tremato tutta la notte ma il momento più critico è stato all’una e mezza quando una scossa di magnitudo 3.1 è stata avvertita da tutta la popolazione di Campobasso, così come era successo ieri sera alle 20. Molti sono scesi in strada e chi ha potuto si è allontanato dalle zone più vicine all’epicentro. Il paese più colpito è Baranello, a circa 10 chilometri dal capoluogo, dove è stata allestita un’area per ospitare le famiglie che non volevano dormire nelle proprie abitazioni. Tuttavia non si sono registrati danni né a cose né a persone. La situazione è complicata dalle cattive condizioni atmosferiche: la temperatura è diminuita di 10 gradi e da ieri sera nevica senza sosta su quasi tutta la regione anche a quote basse. A Campobasso ci sono 20 centimetri di neve. Oltre un metro, invece, nelle zone di montagna.

Per questo motivo ma soprattutto per lo sciame sismico, il presidente della Regione Molise, Paolo Frattura, ha invitato i sindaci a tenere chiuse le scuole nella giornata di lunedì. “E’ una sollecitazione condivisa – ha spiegato – con il nostro servizio di Protezione Civile e il direttore Gino Cardarelli”. E molti comuni della zona hanno già adottato la misura. Frattura ha aggiunto che nelle prossime ore verranno effettuati ulteriori controlli sugli edifici scolastici. L’allarme sulle scuole è stato lanciato anche da Domenico Angelone, consigliere nazionale dei geologi: “il 70% è a rischio sismico e ugualmente gli altri edifici pubblici”.  Proprio in Molise, il 31 ottobre 2002, una forte scossa distrusse una scuola elementare a San Giuliano di Puglia (Campobasso), provocando la morte di 27 alunni e della loro maestra.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Papa Francesco in visita a Sinagoga Roma. Ghetto blindato per timore attacchi

prev
Articolo Successivo

Papa Francesco in Sinagoga: “Ebrei e cattolici insieme diano contributo per risolvere i problemi di Roma”

next