Stop alle auto per sei giorni e vietato superare i 18 gradi in ufficio. E’ questa la “cura” adottata dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris contro lo smog. Visto che anche Napoli, come Roma, Milano e altre città a causa delle condizioni meteo anomale, sono stati abbondantemente sforati i livelli di polveri sottili. A dirlo sono i bollettini Arpac della rete regionale relativi ai giorni dal 24 al 28 dicembre, che indicano “il persistere delle condizioni meteoclimatiche favorevoli all’accumulo delle Pm10“.

L’ordinanza prevede il divieto di circolazione sull’intero territorio dalle 9 alle 17 del 2, 4, 5, 7 e 8 gennaio e dalle 9 alle 12 del 3 gennaio. Sono comprese nel divieto anche le auto con classe di emissione Euro 4. Inoltre, fino al 6 gennaio, è prevista la riduzione degli ambienti riscaldati a 18 gradi negli edifici civili e a 17 gradi negli edifici industriali. Viene indicata la riduzione dell’orario di accensione del riscaldamento a un massimo di 9 ore. Allo stesso tempo, il provvedimento emesso oggi revoca il divieto di circolazione precedentemente programmato per l’1 gennaio, Capodanno, e per il 6, giorno dell’Epifania. Lo stop alle auto è stato adottato, come è scritto nel provvedimento, nell’obiettivo di consentire “un’ulteriore azione di contrasto delle misure atte a mitigare gli effetti nocivi delle polveri sottili“.  L’ordinanza poi stabilisce una serie di deroghe al divieto di circolazione.

La decisione di De Magistris arriva a 24 ore dal vertice che si è tenuto al ministero dell’Ambiente tra il ministro Gian Luca Galletti, i presidenti di Regioni e Anci. Nell’incontro è stato dato il via libera per lo stanziamento di 12 milioni di euro ai comuni per sconti sul trasporto pubblico locale e per il potenziare la mobilità condivisa. In caso di sforamento per più di 7 giorni consecutivi dei limiti di smog, le amministrazioni possono decidere di far abbassare le temperature del riscaldamento di 2 gradi negli uffici pubblici e nelle case, oltre a limitare la velocità di circolazione a 30 chilometri orari nei centri urbani.

“Un decalogo condiviso” da governo, sindaci e governatori, che però, come ha precisato subito il ministro, “non ha alcun valore giuridico” e “la titolarità – per applicarlo – spetta ai sindaci“. Il vertice al ministero per discutere le misure anti smog è stato convocato mentre a Milano e Roma terminava il blocco del traffico e il provvedimento delle targhe alterne. Misure che non hanno avuto gli effetti sperati.

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