Il gruppo Air France-Klm taglierà almeno 2.900 posti di lavoro tra il 2016 e il 2017, dopo che sono fallite le trattative con i sindacati sul piano di ristrutturazione della compagnia aerea per aumentare la produttività. I dettagli saranno decisi lunedì durante una riunione del comitato centrale d’impresa, ma l’amministratore delegato Alexandre de Juniac ha confermato ai microfoni di Europe 1 che intende procedere con “un rilevante piano di riduzione del personale”. E “come ultima ratio” non sono esclusi licenziamenti tout court, anche se “eccezionali e limitati” perché “quel che ci siamo impegnati a fare è tentare di privilegiare le partenze volontarie“, ha spiegato.

Secondo i rappresentanti dei lavoratori, la compagnia vuole licenziare 300 piloti, 1.900 assistenti di volo e altri 700 addetti del personale di volo. Tuttavia, hanno spiegato le fonti, il numero dei licenziamenti potrebbe essere più alto. Nel piano della compagnia aerea franco-olandese c’è anche il taglio di 37 tra rotte e frequenze non redditizie, con il ritiro di 14 aeromobili a lungo raggio. Stando ad alcune stime, il taglio del personale potrebbe arrivare a colpire 4.900 lavoratori.

Il ministro dell’Economia francese, Emmanuel Macron, ha incontrato de Juniac e ha espresso il sostegno dell’esecutivo ai piani di Air France, dando la colpa del mancato accordo al sindacato dei piloti che ha costretto la società ad “adottare misure più dure” in termini di occupazione. Secondo Macron è “essenziale” che l’azienda affronti i problemi di competitività con l’obiettivo di “rimanere il leader mondiale del settore”.

La compagnia francese si era data tempo fino al 30 settembre per trovare un accordo con il sindacato dei piloti sulle “misure di produttività” per assicurarsi “un ritorno ai profitti durevole”.

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