E’ stata rinviata l’annunciata cessione della divisione Libri di Rcs alla Mondadori. Il consiglio di amministrazione di via Solferino che si è riunito mercoledì 30 settembre, giorno in cui scadeva l’esclusiva per la vendita, ha dato mandato all’amministratore delegato Pietro Scott Jovane di “verificare la possibilità di finalizzare entro i prossimi giorni l’operazione con Arnoldo Mondadori Editore“. In particolare, si legge nel comunicato del gruppo editoriale, i consiglieri del gruppo editore del Corriere della Sera riuniti sotto la presidenza di Maurizio Costa hanno preso questa decisione nell’ambito della trattativa con la società della famiglia Berlusconi “alla luce dell’attuale stato delle trattative e del permanere di punti ancora aperti”.

Secondo indiscrezioni il nodo da sciogliere riguarda il possibile veto dell’Antitrust, visto che dopo la cessione Mondadori avrebbe il 35% del mercato dei libri italiano: Segrate, quando l’intesa era in dirittura d’arrivo, avrebbe chiesto di pagare solo dopo il via libera. Alla vigilia l’accordo era dato per certo, con un prezzo definito a 135 milioni. E l’ipotesi, emersa negli ultimi giorni, dell’esclusione di Adelphi. Ma poi la partita si è complicata e, dopo una riunione di cinque ore al mattino, il consiglio si è aggiornato in serata per approfondimenti. I lavori sono proseguiti nella notte, poi è arrivata la fumata nera.

La dismissione permetterebbe a Rcs di abbattere il debito che a fine giugno era salito a 526,2 milioni e evitare lo spettro dell’aumento di capitale da 200 milioni che la maggior parte degli azionisti non vuole.

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