Sono 2,8 milioni i veicoli Volkswagen circolanti in Germania su cui è stata accertata la presenza del software truffaldino che riduce gli inquinanti durante i test. Tra questi ci sono anche vetture di cilindrata 1.200, inferiore a quanto finora pensato, e alcuni furgoni. Lo ha dichiarato il ministro dei Trasporti tedesco, Alexander Dobrindt, aggiungendo che le manomissioni sono senza dubbio “illegali“. “Sulla base delle nostre conoscenze attuali, anche gli autocarri leggeri prodotti da Volkswagen, oltre alle auto, sono interessati dal calcolo improprio delle emissioni dei motori diesel”, ha detto l’esponente della Csu. La commissione istituita dal ministero guidato da Dobrindt sta inoltre valutando se, oltre ai motori EA 189 da 1.6 e 2.0 litri, anche la versione da 1.2 litri sia coinvolta.

La presidenza lussemburghese dell’Ue ha confermato che le implicazioni dello scandalo verranno discusse dai ministri dei 28 al Consiglio competitività del primo ottobre. In agenda ci saranno “i controlli delle emissioni auto”, ha scritto in un tweet il ministro lussemburghese dell’economia Etienne Schneider che presiederà la riunione. Il comitato tecnico composto dalle autorità di omologazione nazionali dei 28 Paesi si riunirà invece il 6 ottobre a Bruxelles. L’incontro servirà per scambiarsi informazioni sulle indagini in corso in diversi Stati, tra cui l’Italia. Dove la procura di Torino ha anche aperto un fascicolo contro ignoti per frode in commercio e disastro ambientale. In base ai risultati delle discussioni verrà deciso “se sono necessarie indagini su altri produttori auto”.

Gli Stati Uniti, invece, hanno deciso che l’Agenzia per la protezione ambientale (Epa) cambierà i test per le emissioni dei diesel aggiungendo prove su strada per verificare l’effettivo rispetto delle norme antismog. L’agenzia ha scritto a tutte le case auto per avvertirle. Intanto iniziano a delinearsi le modalità con cui venivano gestiti i test truccati. Secondo l’agenzia Bloomberg i criteri, i risultati e l’ingegneria delle auto che non rispettavano i target delle emissioni erano supervisionati dai manager di Volkswagen. E quando necessario un team di ingegneri della Audi veniva inviato negli Usa per “sistemare” i veicoli.

In scia all’inchiesta, anche l’agenzia ambientale del Brasile, Ibama, sta indagando su Volkswagen per verificare se la casa tedesca ha violato i limiti sulle emissioni diesel nazionali. Vw rischia una multa di 50 milion di reais (13 milioni di dollari). Altri Paesi, tra cui l’Italia, hanno acceso un faro sui modelli diesel della casa tedesca. L’unico veicolo Volkswagen a gasolio venduto sul mercato brasiliano è il camioncino a quattro cilindri Amarok, di cui sarebbero in circolazione quasi 84mila unità.

Il Fatto Economico - Una selezione dei migliori articoli del Financial Times tradotti in italiano insieme al nostro inserto economico.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Volkswagen, risultati già noti alla Ue dal 2011 dopo lo studio italiano. E lo Spiegel lo scrisse nel 2014

next
Articolo Successivo

Caso Volkswagen, così i produttori truccano anche i dati sui consumi

next