Avevano chiesto alla Regione Calabria di discutere in Consiglio regionale la mozione di incostituzionalità della “Buona scuola“, ma la conferenza dei capigruppo ha rinviato la discussione “a data da destinarsi”. Si frantumano così le speranze degli insegnanti calabresi che oggi pomeriggio hanno protestato davanti alla sede del Consiglio regionale. “La riforma  – spiega l’insegnante Bianca Laura Granato – lede le competenze regionali in più punti. La Regione non può sostenere l’onere di far passare questa legge a livello locale”.  “Un comitato spontaneo di docenti – aggiunge la sindacalista della Cgil Elisa Gambello – ha ritenuto opportuno proporre alla Calabria di formulare un ricorso alla Corte Costituzionale come hanno fatto la Puglia e il Veneto”.  Alla notizia che il Consiglio non avrebbe discusso la mozione la protesta si è accesa: “Il governatore Oliverio è un vigliacco”. “Io ho insegnato a Bergamo, a Firenze, ad Empoli e poi sono arrivata in Calabria – racconta Lara Nocito, un’insegnante cosentina – Pensavo che dopo tanti anni a Catanzaro e a Crotone, pensavo che ci fosse stata l’immissione in ruolo. E invece no. In modo coatto verremo deportati al nord Italia. Per continuare a insegnare sarò costretta a lasciare la mia casa e la mia famiglia. A Renzi direi di farsi un esame di coscienza”

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