“Direi che il prefetto Gabrielli ha fatto il massimo che poteva nelle condizioni in cui si trovava, stretto nella relazione della Commissione prefettizia che dava un’indicazione netta per lo scioglimento per mafia. Ma ricordiamo che è una fase in cui Roma sta cercando di vincere una candidatura per le Olimpiadi del 2024 e ha in corso un Giubileo, la scelta di sciogliere il comune dal punto di vista politico sarebbe devastante. La scelta del prefetto è stata dunque di compromesso: rimuovere col bisturi dei dirigenti, anche importanti, ma lasciando l’ultima parola alla politica. Ora la politica dovrebbe essere altrettanto responsabile facendosi di lato e lasciando la scelta agli elettori. Non si può restare al governo di una Capitale pur essendo onesti, come è Ignazio Marino, con i voti di quelli che secondo i magistrati sono legati a una forma di criminalità”. Così Marco Lillo, caporedattore inchieste del Fatto Quotidiano, commenta la relazione del prefetto di Roma Franco Gabrielli, sul possibile scioglimento del comune di Roma per infiltrazioni mafiose, che ha portato alla richiesta dello scioglimento del solo municipio di Ostia.
“Se non hanno trovato infiltrazioni mafiose, hanno trovato però tanto disfacimento amministrativo – aggiunge Lirio Abbate, dell’Espresso –, proprio per questo il prefetto ha suggerito di agire sui burocrati che potrebbero avere responsabilità in molti appalti che fino al 2014 sono sospetti. È una relazione dettagliata che sarà trasmessa alla Procura e su cui potranno essere avviati tanti filoni d’indagine sull’amministrazione pubblica, cosa che mancava in qualche modo nell’inchiesta Mafia capitale”. E nonostante il dibattito sui media e i diversi arresti, sono ben pochi coloro che conoscono non solo i fatti, ma anche alcuni dei protagonisti dell’inchiesta di Mafia capitale  di Chiara Carbone

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