Il 15 maggio è stato il #foodrevolutionday. “La vera rivoluzione si fa a tavola” – sostiene Jamie Oliver, lo chef inglese con la passione per la cucina sana, promotore della giornata e della relativa campagna che parte da un dato inquietante.

Mentre la piaga della malnutrizione affligge il mondo “povero” infatti, quella dell’obesità riguarda ben 42milioni di bambini nel mondo, inclusi quelli italiani. Jamie ha lanciato una petizione su Change.org per chiedere ai leader del G20 di mettere in atto politiche efficaci per prevenire l’obesità infantile. La sfida è rendere obbligatoria l’educazione alimentare nelle scuole.

Oltre alla salute, la questione cibo è strettamente legata anche alla sostenibilità ambientale, ed è proprio su questo piano che si dispiegano la maggior parte delle battaglie “cibo-militanti”.

“Uno dei paradossi della società e del nostro sistema alimentare è rappresentato dallo spreco di cibo che ogni giorno viene posto in essere. Come evidenziato anche Protocollo di Milano, promosso dalla Barilla Center for Food and Nutrition Foundation, ogni anno nel mondo sono sprecate 1,3 miliardi di tonnellate di cibo perfettamente commestibile, quantitativo tale da sfamare quattro volte gli 868 milioni di persone soffrono la fame nel mondo”. Per questo Daniele, in seguito all’approvazione recente di una legge in Francia, chiede che anche in Italia si imponga ai grandi supermercati e alla Grande Distribuzione Organizzata di donare il cibo invenduto ad organizzazioni di volontariato o mense per i poveri.

E poi c’è l’eterna diatriba sull’olio di palma. Dal dicembre 2013, milioni di consumatori italiani ed europei hanno scoperto la presenza di questo ingrediente in migliaia di prodotti alimentari. Mentre il Fatto Alimentare dice “no” all’olio di palma per motivi etici, ambientali e di salute e invita le aziende a sostituirlo con altri oli vegetali non idrogenati o burro, Emanuela, mamma, chiede alla Plasmon di produrre almeno una linea di biscotti che non contengano olio di palma. Almeno i bambini “hanno diritto a un’alternativa, concediamogliela”.

 

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