Artista: Curtis Harding
Album: Soul Power
Etichetta: Burger Records/Anti
Provenienza: Stati Uniti (Saginaw)
Orizzonte sonoro: Soul
Album in studio: 1
Soul Power” sequenza: “Next Time”, “Keep On Shining”, “Drive My Car”.

Nella frenetica corsa alla ricerca di tutto ciò che sia innovativo e non fugace eco di un passato glorioso – corsa che spesso termina con la continua litania di quanto stagnante sia la scena musicale attuale – si rischia di lasciarsi sfuggire artisti interessanti. Spesso si tratta di musicisti che, come nel caso di Curtis Harding (che lo scorso anno Jack White ha voluto come artista di apertura per il tour promozionale del suo album “Lazaretto”), non stravolgono le regole e non si cimentano con la sperimentazione, semplicemente tentano di aggiungere una personale prospettiva all’interno dell’immenso universo musicale e, relativamente ad Harding, all’interno di un genere dalle radici profonde quale è quello della soul music.

Soul is a connection”, afferma il trentacinquenne musicista statunitense che nel suo album di debutto – “Soul Power” – riversa tutta la propria passione per la musica. Nel disco il rimando al soul viene spesso messo in ombra da un’attitudine maggiormente rock (“Surf”) e dall’inserimento di elementi che finiscono con lo sfumarne i contorni (“I Don’t Wanna Go Home”), ma nei pochi momenti in cui il genere si cristallizza, il risultato è impeccabile (“Keep On Shining”).

L’approccio appare chiaro fin dagli aspetti fondamentali, per esempio la registrazione del disco, effettuata dal vivo e in analogico. Curtis ha la presenza del bello e tormentato – come si può intuire dalla copertina dell’album – ma ha soprattutto una voce versatile e in grado di innescare immediatamente la scintilla. “Soul Power” è un piccolo crocevia dove si intersecano molte sonorità, ma in ogni canzone rimane intatta la ricerca del giusto groove.

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