Tutte/i abbiamo riso amaro alla satira di Maurizio Crozza del Senatore Razzi, divenuto tristemente noto per avere dichiarato in una conversazione registrata a sua insaputa, che aveva votato la fiducia al governo Berlusconi perché «Questi sono tutti malviventi e pensano ai cazzi loro, a te non ti pensa nessuno. Questi, se ti possono inculare, ti inculano senza vaselina. Per il vitalizio 10 giorni mi mancavano e per 10 giorni mi inculavano. Se si fosse votato il 28 di marzo come era in programma io per 10 giorni non pigliavo la pensione. Io penso anche per i cazzi miei”.
Orribile.

Però Razzi è uno.

Ieri invece il Primo Ministro Matteo Renzi ha dichiarato scatenando un parapiglia: “Se non passa l’Italicum, tutti casa”. Un obiettivo che sta a cuore a molti dei 600 deputati e senatori in carica (che non hanno maturato 5 anni di permanenza a Palazzo, necessari per riscuotere l’assegno pensionistico.) Una parte di loro è schierata contro la riforma. Ma potrebbe ripensarci. Pur di conquistare l’ambito traguardo. Cioè Renzi ha “minacciato”gli eletti riottosi: attenzione che tornerete a casa senza aver maturato i cinque anni necessari a riscuotere l’assegno pensionistico se non votate l’Italicum.

Ci penso spesso.
Il Cambiamento tanto sperato non avviene perché poche centinaia di persone (su una popolazione di 60 milioni) vogliono portare a casa lo stipendio, il vitalizio. Persone che non ragionano a favore del Paese ma del proprio interesse riescono a bloccare un’intera Nazione. Persone che temono di rientrare, per molti entrare per la prima volta nel mercato del lavoro e fare così la fatica che fanno tutti. In molti sono arrivati ad occupare posizioni immeritatamente e quindi tengono stretto ostinatamente il privilegio ottenuto.

600 persone che da anni prendono decisioni non nell’interesse del Paese ma per acquistare chessò l’auto nuova, ristrutturare casa, comperare il secondo appartamento al mare, andare in vacanza alle Maldive. Miserie così.
Cioè il Paese va a picco per soddisfare i desideri piccoli borghesi di poche persone. Che rovinano il Paese non per desideri di reale grandezza, ma per acquistare uno status da borghesi piccoli piccoli.

E allora regaliamo loro la pensione.
L’Italia potrà ben sostenere qualche centinaio di pensionati per una ventina d’anni. Liberiamoci di quelli, solo di quelli, le cui scelte sono palesemente frutto di tornaconto personali. Offriamo loro l’auto, la tinteggiatura della casa, l’utilitaria per la figlia, una vacanza ai Caraibi, il ristorante stellato.

E finalmente diamo spazio ad Altro.

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