La Corte d’Appello dell’Aquila ha confermato la sentenza di assoluzione in primo grado per il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, e altri 17 imputati nel processo “Housework” per tangenti in appalti al Comune di Pescara, fatti relativi al periodo in cui il governatore era sindaco del capoluogo adriatico.

“Ringrazio la magistratura per aver sottoposto a scrupolosa validazione e approvato il mio operato da sindaco di Pescara. Resta il rammarico per l’interruzione di un percorso amministrativo riconosciuto a tutti i livelli e che stava dando frutti preziosi per la città” dice D’Alfonso.

D’Alfonso, attuale governatore della Regione Abruzzo all’epoca dei fatti era sindaco della città di Pescara finito in carcere nel 2008. Dopo l’ultima arringa difensiva dell’avvocato Augusto La Morgia, difensore di degli imprenditori Alfonso e Carlo Toto, i giudici sono entrati in camera di consiglio. Gli imputati erano stati assolti in primo grado, nel 2013 dalle accuse di associazione per delinquere, concussione, corruzione, peculato, abuso e falso per appalti al Comune mentre per alcuni altri vi è stata la prescrizione. Contro l’assoluzione aveva proposto appello il Pm titolare dell’inchiesta Gennaro Varrone.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Raffaele Sollecito: “Ero sequestrato. Additato come assassino senza prove”

next
Articolo Successivo

D’Alema e la coop rossa: “Rapporti trasparenti, intercettazioni vergognose”

next