Un Parlamento codardo, ma una società pronta ad una legge sull’eutanasia. E’ così che al convegno sul fine vita in Senato Emma Bonino descrive il quadro italiano in tema di diritti civili. “In Francia si è arrivati ad un compromesso, io guardo più all’Olanda e alla Svizzera, ma almeno discutono apertamente, qui i politici di ogni schieramento sono responsabili dello stallo, non è colpa soltanto dell’Ncd“, afferma Mina Welby dell’associazione Luca Coscioni. “Da un anno e mezzo è ferma la nostra legge di iniziativa popolare sul fine vita, mai stata calendarizzata, oggi con un documento firmato da 40 parlamentari chiediamo alla politica di affrontare il tema – spiega Marco Cappato dei Radicali italiani – e avvieremo un’azione di disobbedienza civile fino a quando non verrà rotto il silenzio, aiuteremo i malati attraverso il sito soseutanasia.it a morire all’estero, in esilio, violando la legge”. “L’Italia non è un paese laico, non si discute sul merito ma per contrapposizioni ideologiche, questo è il grave problema del nostro Paese” spiega senza mezzi termini la sottosegretaria ai Beni culturali Ilaria Borletti Buitoni, firmataria del documento. “Non c’è solo Giovanardi in Parlamento, vale la pena affrontare qualche fibrillazione nella maggioranza per dare una risposta ai cittadini, non solo non ci occupiamo di fine vita, ma nemmeno dei diritti durante la vita”, afferma Pippo Civati. “C’è lo zampino della Chiesa? Io per adesso vedo lo zampone dei parlamentari, le gravi responsabilità della politica” chiosa Emma Bonino  di Irene Buscemi

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