Il Movimento 5 Stelle si schiera contro l’ipotesi di intervento in Libia, invocato dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni visto che “la situazione si sta deteriorando”. E se “Renzie vuole la guerra ci vada lui con Napolitano al seguito. Vedendoli, l’Isis si farà una gran risata e ci risparmierà”. Beppe Grillo sul suo blog, in un post dal titolo “Branca, branca, branca, Leon, leon, leon“, si schiera contro l’eventuale invio di truppe di terra dell’ItaliaIl presidente del Consiglio, dopo le dichiarazioni interventiste dei suoi ministri, ha fatto un passo indietro e ha proposto di aspettare il consiglio di sicurezza Onu. Perché “la forza delle Nazioni Unite – ha spiegato al Tg5 – è decisamente superiore alle milizie radicali”.

In ogni caso, da Mattarella il leader M5s aspetta “un monito, anche piccolo piccolo, al bulletto di Rignano – scrive riferendosi al presidente del Consiglio”. E ricordando la caduta del raìs libico, sulla cui uccisione “pende il mistero di infiltrati dei servizi occidentali”, Grillo aggiunge: “Al confronto della mattanza di Gheddafi impallidiscono persino le decapitazioni dell’Isis“. Nel post lancia l’hashtag #noallaguerra e paragona il governo italiano all’Armata Brancaleone con la foto di una parodia del film di Monicelli con “Gentiloni, Pinotti e Renzi alle crociate”. “Spezzeremo le reni alla Libia – ironizza – e se attaccherà Lampedusa la fermeremo sul bagnasciuga. Grazie a Renzie e al marmittone Gentiloni”.

“Che la Libia già divisa in clan e abbandonata a se stessa andasse fuori controllo non era difficile da prevedere – prosegue Grillo sul blog -. Che l’Italia dopo averla bombardata (nessuno sa quanti civili sono morti sotto i nostri bombardamenti…) diventasse un bersaglio era più che certo”, osserva il comico che si chiede: “Chi ha dichiarato la guerra alla Libia e perché? La serva Italia che, così facendo ha favorito i suoi padroni, Francia, Gran Bretagna e Usa in primis. La Merkel, saggiamente se ne tirò fuori”.

Il Fatto Internazionale - Le notizie internazionali dalle principali capitali e il dossier di Mediapart

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Libia: armiamoci e partiamo. Ma con chi? E per fare che?

next
Articolo Successivo

Ucraina, scambio di accuse tra ribelli e governativi: “Violata la tregua”

next