Il doodle di mercoledì 3 dicembre parte dalla stilizzazione grafica del cervello di un bambino sorridente. Google ricorda infatti Anna Freud, figlia di Sigmund e psicanalista come il padre, nata a Vienna il 3 dicembre di 119 anni fa. Più tardi Anna si trasferì a Londra. Non si laureò mai. E’ passata alla storia per aver studiato e sviluppato i meccanismi di difesa dell’Io, e lo sconfinato universo della psicanalisi infantile: per lei, la matrice del ritardo fisico e psichico dei bambini era da ricondurre a un deficit di relazione stabile con la madre. Il pensiero e la ricerca di Anna ebbero molta eco. Celebri le sue battaglie teoriche ed epistemologiche con la collega Melanie Klein, che caldeggiava, contrariandola fortemente, la liceità di trattamenti psicanalitici già in tenerissima età, “prima del linguaggio”.

Quando Anna venne al mondo, suo padre aveva appena dato alle stampe le sue formidabili intuizioni sul significato dei sogni e le misteriose dinamiche dell’inconscio. Era l’ultima di sei figli. La madre non la allattò e Sigmund avrebbe voluto un figlio. Ma divenne presto la sua preferita. Fu verso il crepuscolo della Grande Guerra che Anna cominciò ad accusare disturbi nevrotici: così nel 1918, mentre gli ultimi baluardi fisici e spirituali dell’impero austro-ungarico crollavano, entrò in terapia col padre. Sei sere la settimana per quattro anni.

Nel 1923 Anna prese a trattare in maniera scientifica di psicoanalisi infantile e nel 1927 uscì il suo libro “Introduzione alla tecnica della psicoanalisi infantile”. Nel 1936 arrivò la pubblicazione dell’altro suo caposaldo, “L’Io e i meccanismi di difesa”: il nostro Io adotta una serie di escamotage inconsci per fare da scudo all’angoscia. Lo teorizzò già Sigmund, ma sua figlia implementò la gamma dei meccanismi difensivi, parlando tra l’altro di identificazione con l’aggressore, altruismo, ascetismo, intellettualizzazione. Insieme all’amica Dorothy Burlington si prese cura di un asilo per i bambini poveri di Vienna. Ma nel 1938 arrivarono i nazisti e la famiglia Freud, ebraica, si rifugiò a Londra. L’anno dopo Sigmund morì. Successivamente Anna si dedicò ai ritardi dell’età evolutiva e alla violenza domestica sui minori. Per lei vari tour di conferenze negli States, altri libri di successo e riconoscimenti per il suo lavoro. Morì nel 1982, a 86 anni, sulle sponde del Tamigi.

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