Altro che meritocrazia. Non c’è revisione dei criteri che tenga. Anche quest’anno i dirigenti di Palazzo Chigi riceveranno premi di rendimento a pioggia. Con il rischio che l’esito sia identico a quello del 2012, quando il 99% di loro si portò a casa il bonus che in teoria dovrebbe essere riservato ai più meritevoli e, da quest’anno, condizionato all’andamento dell’economia. Lo rivela Il Messaggero, spiegando che dell’idea di ancorare i premi (in media 5mila euro) al progresso del Prodotto interno lordo non si farà nulla. Dopo lo stralcio dalla riforma della Pubblica amministrazione firmata da Marianna Madia, infatti, il nuovo meccanismo è scomparso anche dal regolamento interno della Presidenza del Consiglio. Lo conferma una circolare del segretario generale di Palazzo Chigi Mauro Bonaretti. Altolà al legame con il Pil, che avrebbe inciso negativamente visto che come è noto è in calo dal 2011, e anche con il clima di fiducia dei consumatori e delle imprese rilevato dall’Istat. Il decreto che prevedeva queste innovazioni, infatti, è stato smontato dalla Corte dei Conti che ha giudicato gli indicatori “non idonei” a valutare le performance della presidenza del Consiglio perché dipendono da fattori “non correlati a una diretta responsabilità dirigenziale”.

Ma non basta: se l’80% della valutazione resta determinato dal giudizio sul lavoro “ordinario e istituzionale” del dirigente, la novità è che il restante 20% del premio di risultato dipenderà dall’invio entro fine dicembre di una mail con “proposte volte a semplificare i processi” di Palazzo Chigi. Un clic e il bonus è servito.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Partecipate e municipalizzate, i nominati nelle società che dovevano chiudere

next
Articolo Successivo

Carrara, delegato presidente Provincia in commissione su alluvione: è imputato

next