“E’ una vicenda che lascia sconcertati soprattutto se si pensa che è accaduta nel nord Italia e nel 2014”. Così il sindaco di Germignaga Marco Fazio a ilfattoquotidiano.it riguardo ai 17 operai, soprattutto italiani, trovati a vivere in un capannone del Paese  e scoperti in seguito all’inondazione del fiume Margorabbia. Una fotografia impietosa di un paese che guarda al futuro sempre con meno speranza, e si ritrova catapultato indietro di 60 anni, quando dal Mezzogiorno era la norma partire verso il ricco nord alla ricerca di un lavoro, senza niente in tasca e con tanta amarezza nel cuore. “Il sentimento che si prova – ha aggiunto il sindaco – è la pietà per delle persone che hanno dovuto accettare queste condizioni rischiando la vita pur di assicurare uno stipendio alle loro famiglie. E il fatto che non l’abbiamo saputo subito significa che forse si è rotta quella rete sociale che forse ci avrebbe permesso di avere qualche segnalazione prima”. Almeno tre lavoratori italiani sono ancora presenti all’interno del capannone. Non hanno voluto commentare la vicenda e a telecamere spente hanno urlato la loro rabbia spiegando che: “Siamo italiani e abbiamo accettato volontariamente questa situazione, non abbiamo lavoro e non sappiamo cosa fare”  di Mario Catania

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