Il progetto del campo nomadi a Roma ‘La Barbuta‘ è un gioco sulla pelle dei Rom, ma soprattutto su quella dei Sinti. La comunità dei Sinti fu trasferita lì negli anni Novanta dalla giunta Rutelli: il terreno era già insalubre e furono presentati dei ricorsi. L’invivibilità del terreno fu accertata da altri rilievi ai tempi in cui sindaco era Gianni Alemanno e decise di costruire proprio lì il mega-villaggio attrezzato. Un villaggio costato oltre 10 milioni di euro. Ai problemi dell’inquinamento ambientale e acustico si aggiunsero quindi il sovraffollamento del villaggio attrezzato e il racket che si è sviluppato all’interno e a danno dei Sinti-giostrai. Decine di famiglie emarginate ai confini del villaggio. La multinazionale francese Le Roy Merlin, oggi concessionaria dei terreni, a gennaio si offrì di risolvere la questione costruendo dei prefabbricati anche per i Sinti confinanti, ma non se ne è fatto nulla. Durante l’ultima estate la situazione al campo ‘La Barbuta’ si è “surriscaldata”. Alle associazioni presenti nel campo (ARCI, Croce Rossa), il racket ha fatto capire che non erano graditi arrivando a incendiarne i presidi. Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio, una Onlus, che si occupa di promuovere i diritti dei rom e sinti in Italia, ha denunciato lo scorso luglio: sprechi, inefficienze e il regime di completa anarchia che vige all’interno del villaggio. Sartana Halilovic, uno dei capi rom che vive nel campo ‘la Barbuta’ lo ha minacciato di morte. Poi l’ufficialità poche settimane fa che Le Roy Merlin ha acquisito i terreni e costruirà un nuovo villaggio, anche se non ci sarà posto per tutte le famiglie nomadi. In tutto questo, nessuno sa che fine faranno i Sinti ai margini da sempre del villaggio, i quali oltre a subire le vessazioni da parte dei capi del mega-campo si continuano ad ammalare vivendo sull’amianto e l’eternit: lo stesso portavoce Eros D’Ignazio si è ammalato di cancro. L’estratto video per ilfattoquotidiano.it ‘Le giostre ferme dei Sinti italiani’ di Gianni Carbotti e Camillo Maffia (cronisti di Agenzia Radicale) fa parte del documentario-inchiesta dal titolo ‘Dragan aveva ragione’ sugli sgomberi dei campi nomadi a Roma

 

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