Non ha mai eseguito i lavori contro il dissesto idrogeologico che le erano stati affidati, per questo la Provincia di Massa-Carrara, i cui vertici e consiglio sono stati appena rieletti, è stata subito commissariata. Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, lo ha annunciato mentre nel palazzo dell’ente prendeva vita lo spoglio del voto del nuovo presidente (Narciso Buffoni del Pd, a cui il partito regionale proibì, durante le elezioni, di usare il simbolo). Un commissario ad acta sarà operativo dalla prossima settimana e si occuperà di portare a termine tutte le opere che la Provincia, non solo non ha mai realizzato negli anni, ma nemmeno progettato. Al centro di tutto ci sono i lavori di messa in sicurezza del torrente Carrione a Carrara, che nel 2003 esondò allagando le strade del centro con quasi due metri d’acqua, trascinando decine di auto e soprattutto provocando la morte di una donna. Devono essere ancora eseguiti i lavori a monte del torrente, nelle località di Torano e Colonnata. Ancora da progettare poi gli interventi idraulici sul Magra nella località Podenzana, ad Aulla, dove, durante l’alluvione del 2011, il fiume esondò danneggiando cantine, case, negozi.

I soldi (per un totale di circa 2 milioni di euro) sono stati stanziati da oltre tre anni, ma le opere sono bloccate. Il Comune di Carrara chiedeva, invano, da tempo di poter subentrare alla Provincia nei lavori. “Da circa un anno – chiarisce il sindaco, Angelo Zubbani – chiedo a Osvaldo Angeli (ex presidente della Provincia, ndr) di eseguire le opere più importanti per ridurre il rischio idraulico, ma non ho mai ricevuto risposta”. Ora è arrivato il pugno duro della Regione, che ha deciso di commissariare enti per i ritardi nelle opere, tra cui, appunto la Provincia di Massa-Carrara. “Non è accettabile che lungaggini e burocrazia mettano i cittadini in condizioni di rischio”, ha commentato Rossi chiedendo che “siano nominati commissari per tutte le opere non realizzate. E’ possibile farlo subito con un emendamento allo Sblocca Italia – spiega – Nei prossimi giorni provvederemo anche al commissariamento delle opere affidate al Consorzio di bonifica sud per la cassa di Castel di Pietro, a Grosseto. Siamo andati avanti per la cassa della Querciola a Pistoia, per quella della Roffia a San Miniato. Registriamo ritardi per lo Scolmatore e per i Laghi Primavera, a Pistoia. A Montedoglio siamo fermi perché aspettiamo da mesi la nomina del direttore”.

Tra le decisioni “forti” della Regione anche quella di forzare il patto di stabilità “che è un patto di stupidità”, dice Rossi citando un vecchio cavallo di battaglia di Matteo Renzi. Firenze ha stanziato 50 milioni di euro per la messa in sicurezza del territorio per la prevenzione in caso di nubifragi. “A partire da 2015 – ha detto Rossi – li terremo fuori dal patto stabilità. Accada quello che accada. Questi soldi li abbiamo, vogliamo spenderli perché non vogliamo morire annegati per Maastricht. Scriverò anche al presidente Napolitano. Rispetteremo il patto se sarà alzato, e a questo sta lavorando il governo nazionale, sennò lo forzeremo volutamente. Visto che siamo in guerra, come dice il prefetto Gabrielli, mi appello a tutti i miei colleghi presidenti perché facciano così. Insieme potremo dire alla Merkel che l’Italia si rifiuta di annegare”.

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