“In Italia le aziende non assumono, perché è difficile licenziare a causa dell’articolo 18? E’ una leggenda metropolitana. Allora perché in Germania si assume e lì c’è lo stesso meccanismo che scatta con dieci dipendenti? L’articolo 18 lo abbiamo modificato due anni fa, non è più quello del 1970″. Cesare Damiano, ex ministro del lavoro, attualmente deputato Pd e presidente della Commissione Lavoro della Camera critica il punto più controverso del Jobs Act messo in campo dal premier Matteo Renzi. “Non mi convince l’idea che i nostri figli non abbiamo una tutela difronte ad un licenziamento ingiusto. Non ci mettiamo di traverso sulle riforme, vogliamo solo discutere di contenuti”. Poi Damiano critica Renzi che nella lettera ai circoli Pd ha parlato di ‘vecchia guardia. “Renzi – sostiene Damiano – è entrato in politica prima di me. Sul tema del lavoro c’è bisogno di un compromesso”. Ma il deputato renziamo Paolo Gentiloni non si dice d’accordo: “Noi discutiamo nel partito, ma il governo deve andare avanti e fa bene ad andare avanti sull’articolo 18”. Poi però Gentiloni ammette l’importanza della posta il palio per la tenuta del governo e del partito sul tema del lavoro: “Il Pd non ha mai visto tante attese come quelle suscitate dal Pd guidato da Renzi. Su questo si gioca la partita ed il futuro del partito”  di Manolo Lanaro

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