“Le Brigate al-Quds (il corpo di elite dei pasdaran, ndr) sono attive in Iraq, Siria e Libano e sono in azione contro le milizie dello Stato Islamico”. A confermarlo è stato il deputato ultraconservatore iraniano nonché ex comandante dei paramilitari basij Ali Zakani, ritenuto vicino alla Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei. In un discorso tenuto in pubblico a Mashad, nell’Iran nordorientale, Zakani ha definito “vitale” l’intervento in Iraq del comandante delle Brigate al-Quds, il generale Qasem Soleimani, “per fermare l’avanzata dell’Is verso Baghdad”.

Alcune settimane fa, a seguito della liberazione della città irachena di Amerli, a maggioranza sciita, alcuni media avevano pubblicato immagini del generale Soleimani insieme ai militari iracheni. Tuttavia, fino ad oggi, sebbene diverse fonti avessero testimoniato la presenza delle forze militari iraniane in Iraq, non c’era ancora stata una conferma ufficiale. Zakani ha quindi sottolineato che anche “lo Yemen si sta trasformando in un nuovo terreno di battaglia contro l’Is” e ha annunciato che “Sanàa presto entrerà nell’orbita iraniana”, alludendo così all’arrivo delle Brigate al-Quds anche in Yemen.

Le dichiarazioni di Zakani arrivano a pochi giorni dal secco rifiuto di Khamenei a proposito di una collaborazione con le forze americane e i loro alleati nelle operazioni militari contro lo Stato Islamico. Khamenei, citato dall’agenzia di stampa Irna, ha detto che il motivo che ha spinto gli Stati Uniti a formare una coalizione internazionale contro l’Is è la volontà di mantenere una presenza militare americana nella regione.

La notizia esce nel giorno in cui al Palazzo di Vetro dell’Onu, a New York, sono iniziati i negoziati fra l’Iran e il gruppo dei 5+1 sul programma nucleare di Teheran. Secondo fonti diplomatiche interne alle Nazioni Unite, se vi saranno progressi i colloqui potrebbero continuare a margine dell’Assemblea Generale, la prossima settimana.

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