Copertina satirica di Maurizio Crozza che, seguendo la tradizione delle precedenti edizioni di “Ballarò” (Rai Tre), apre la nuova puntata di “Dimartedì”, il nuovo talk show condotto da Giovanni Floris su La7, con la sua esilarante introduzione. Il comico ligure, che esordisce con un ‘Tocca a me?’ a causa di un problema audio in studio, veste inizialmente i panni di Matteo Renzi. E, rivolgendosi a Floris, osserva: “Tu sei la prova vivente che io mantengo sempre le mie promesse. Io ti ho fatto fuori dalla Rai in venti minuti“. Poi ironizza sull’agenda dei mille giorni: “Lo ripeto da tre mesi e sono sempre mille giorni. E’ un programma magico. Il nuovo slogan è “Passo dopo passo”. Vi spiego come funziona: qualcuno mi chiede le riforme e io rispondo “passo”. Molti gufi qualunquisti mi criticano” – continua – “perché ieri ho mandato i ministri nelle scuole: ma se voi foste un bambino, preferireste vedere una maestra cattiva o Marianna Madia? Marianna Madia è un personaggio buffo, non esiste“. Smesse le vesti del premier, Crozza puntualizza: “Sono stato mezz’ora davanti alla Rai e non mi hanno fatto entrare. Mi hanno detto che era successo una cosa brutta. Giova, è bello che sei a La7. A La7 mancavano i talk show, tu hai riempito questo vuoto“. Il comico imita quindi Sergio Marchionne: “L’Italia ce la farà, non so dirti quando, vedrai che ce la farà. Renzi è un cavallo di razza, non è Montezemolo che è una razza di cazzaro“. Gran finale con la spassosa intervista doppia a Susanna Camusso e Maurizio Landini, colti mentre litigano su chi possiede oggetti più vecchi. “Loro sono rimasti indietro, all’operaismo degli anni ’70” – osserva Crozza – “Ci sono 9 milioni di precari. Dovrebbero intercettare i precari, invece li guardano come se fossero alieni. Landini e Camusso dovrebbero togliersi un po’ di polvere, quel sapore di Biancosarti, di ottone del gettone e di 128″

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