La conferenza stampa con cui Sergio Marchionne ha comunicato l’uscita di Luca Cordero Di Montezemolo offre l’immagine dell’economia italiana: energia degli invasori, rassegnazione del vecchio ceto dirigente. I 27 milioni di euro pagati all’ex presidente della Ferrari a fronte delle dimissioni sono solo un dettaglio della vicenda.

 

Scatenato da un  tam tam mediatico,  che per la sua efficacia non si può considerare  certo improvvisato, Sergio Marchionne annuncia il siluramento durante il Seminario Ambrosetti a Cernobbio. La presenza di centinaia di giornalisti assicura una tribuna ed una copertura mediatica internazionale ideali: “Nessuno è indispensabile!”. Mentre questo accade Montezemolo dichiara a Monza di essere tranquillo. Ma il manager italo-canadese ha deciso e secondo il suo stile è veloce e brutale: in 3 giorni si è arrivati alla conclusione.

I due durante la conferenza stampa sono a fianco l’uno dell’altro. Uno nel solito maglione nero (ma quanti ne ha?), poco sorridente, non fa sconti anche se rende gli onori delle armi. Trasuda decisione, fa annunci, prende impegni per il futuro. L’altro con il solito gessato ben tagliato, pettinatura curata: secondo la gag di Maurizio Crozza è l’amico di Giulia Sofia (l’indimenticabile personaggio di un mondo esangue interpretato da Franca Valeri e Totò). Montezemolo fa dichiarazioni penose: lascia per sua richiesta, capisce i motivi dell’ad. Marchionne, che con una mossa storica aveva abbandonato Confindustria (un tempo si sarebbe detto ciò che è bene per Fiat è bene per Confindustria), adesso mette alla porta un ex presidente, intimo della famiglia Agnelli, esibendo forza e un modo diverso di concepire l’impresa. Infatti ha mostrato alle telecamere la defenestrazione di un manager, quello che normalmente in Italia accade nei salotti felpati.

E’ l’allegoria della decadenza dell’elite economica del nostro paese? A me pare di sì e i segnali sono troppi per rifiutarsi di riconoscerlo: scandali, cessioni di aziende storiche, fanalino di coda in Europa negli investimenti in innovazione. Un sistema che pontifica sulla meritocrazia ma dove si passa senza soluzione di continuità dall’azienda alla politica, ad avventure finanziarie, a incarichi prestigiosi. Avendo accumulato poco merito e molto reddito. Il rinnovamento del “capitalismo relazionale” e dei suoi attori è una “riforma” poco citata ma fondamentale per lo sviluppo del paese. Se Luca Cordero di Montezemolo dovesse diventare presidente di Alitalia avremmo un indizio in più che tutto cambia per non cambiare nulla.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Siae, una replica poco trasparente

next
Articolo Successivo

Crisi e dintorni – Alla ricerca del Pil perduto

next