Pioggia, vento e maltempo d’estate. Risultato: il business da spiaggia è in ginocchio. Almeno stando a sentire il Sindacato Italiano Balneari, che ha stimato in 400 milioni di euro persi e 50mila lavoratori giornalieri a casa le conseguenze dei temporali. In termini percentuali, si tratta di un calo delle presenze di turisti di circa il 40%, con picchi anche di 70% in alcune regioni. “Quest’anno il nostro lavoro è iniziato solo a partire dal mese di luglio”, ha dichiarato Riccardo Borgo, presidente del sindacato, “a maggio e giugno le avverse condizioni atmosferiche e soprattutto le temperature quasi autunnali, ben al di sotto delle medie stagionali, hanno ‘convinto’ i turisti a non andare in spiaggia, e le presenze sono calate mediamente del 40%“. Ma il maltempo non è la sola ragione: “La crisi economica ha obbligato 8 milioni di italiani a rinunciare alle vacanze, ecco spiegate le difficoltà del turismo balneare italiano”, prosegue Borgo, “speravamo che, come lo scorso anno, luglio segnasse una netta inversione di tendenza, ma purtroppo non è stato così”.

In alcuni casi i cali delle presenze hanno toccato il -70% rispetto allo scorso anno, ma il profondo rosso delle spiagge italiane non risparmia nessuna regione. Le situazioni più critiche si registrano in Campania, che rispetto all’anno scorso ha totalizzato il 40% in meno di turisti a giugno e -70% a luglio, e nelle Marche che registrano il -35% e -60%, Liguria e Toscana. Unica nota positiva il ritorno dei turisti stranieri sui litorali del Friuli Venezia Giulia e Veneto.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Rimborsi fiscali, Agenzia Entrate chiede Iban per versarli direttamente sul conto

prev
Articolo Successivo

Intesa chiude il semestre meglio del previsto. Ma ha davanti i nodi Italia e Russia

next