“Perché non possiamo sapere quali intese siano state raggiunto nel cosiddetto patto del Nazareno…”, queste la giusta domanda posta da Stefano Rodotà nell’intervista rilasciata a il Fatto Quotidiano. Ovviamente nessuno ce lo racconterà mai, ma qualcosa è possibile dedurre da silenzi, omissioni, distrazioni e, soprattutto, dalle ripetute esternazioni dell’ex Cavaliere.

Qualunque cosa accada, qualsiasi modifica sia richiesta, puntuale appare il presunto oppositore che si sbraccia per chiedere obbedienza e disciplina al suo gruppo. Persino le giorno nel quale i giudici hanno confermato le loro richieste per una nuova condanna, l’apprendista padre della patria ha così tuonato: “Nulla mi farà cambiare linea politica..”. Chi lo conosce sa perfettamente che l’ex cavaliere ha sempre avuto una sola stella polare: la salvaguardia del suo conflitto di interessi. Fu la causa della sua: “Discesa in campo“, è stato l’oggetto della trattativa per oltre un ventennio, lo è ancora oggi.

Lo si deduce dai silenzi e dalle omissioni. Perché nelle modifiche costituzionali non si fa cenno al conflitto di interessi? Come mai non vi è una proposta del governo su questo e sulla normativa Antitrust? Per quale ragione si è discusso, legittimamente, della sola Rai, senza spendere una parola sulla anomala italiana di un privato, e per di più capo partito, che controlla tre reti? Che fine ha fatto la proposta di abrogare la legge Gasparri?

Dal momento che le Autorità di garanzia del settore, il consiglio della Rai e la stessa commissione di vigilanza, sono state nominate da governo e partiti nella stagione del bicameralismo perfetto, come saranno nominati nella stagione del monocameralismo a forte vocazione presidenzialista?

Silenzi, omissioni, ed esibiti entusiasmi dell’ex Cavaliere sono significativi. Per scoprirlo sarebbe opportuno che parlamentari di buona volontà, e non ne mancano, decidessero di presentare una proposta di legge comune su conflitto di interessi, Antitrust, fonte di nomina delle Autorità e della Rai e chiedessero la immediata calendarizzazione, magari in abbinata alla riforma costituzionale e alla legge elettorale.

Probabilmente risponderanno loro, come è già accaduto tante volte, che “non è questo il momento, ci vuole una legge organica da studiare con attenzione…”. Di riflessione in riflessione è passato un ventennio e l’arzillo beneficiario saluta e ringrazia dalla sua residenza di Cesano Boscone.

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