L’ex pilota di Formula 1 tedesco Michael Schumacher è uscito dal coma indotto nel quale si trovava da sei mesi ed ha lasciato l’ospedale di Grenoble nel quale era ricoverato dopo un grave incidente sugli sci alla fine di dicembre. A dare la notizia è stata la manager Sabine Kehm. Secondo il quotidiano tedesco Bild inoltre, l’ex pilota “comunica con la moglie e i figli con gli occhi”. Nelle scorse ore, secondo alcune prime indiscrezioni, era stato trasferito di reparto, da quello di neurochirurgia a quello di terapia intensiva e di riabilitazione.

La portavoce ha reso noto in un comunicato che la decisione di lasciare l’ospedale è motivata dalla necessità di “continuare la sua lunga fase di riabilitazione”. Non viene indicato dove verrà trasferito il campione, né sono forniti altri dettagli sulle sue condizioni. “Per il futuro chiediamo di comprendere che la sua riabilitazione avverrà lontano dai riflettori“. La famiglia di Schumacher inoltre “ringrazia tutti i medici, gli infermieri e i terapisti, oltre ai primi soccorritori sul luogo dell’incidente, che hanno svolto un lavoro eccellente in questi mesi”, si legge nella dichiarazione di Kehm.

Resta grande la preoccupazione sulle condizioni di salute. A ricordare l’ex pilota era stata nei giorni scorsi anche la nazionale tedesca di calcio in Brasile per i mondiali. “Voglio salutare un buon amico che purtroppo e suo malgrado non può stare qui. E’ Michael Schumacher. Lui è pazzo per il calcio come tutti noi”, aveva detto l’attaccante tedesco Lukas Podolski alla fine di una conferenza stampa. “La squadra e la Federazione Tedesca vogliono inviare alla sua famiglia molta forza. Vogliamo vincere il titolo per dargli allegria”, aveva proseguito il giocatore dell’Arsenal, che conosce personalmente Scumacher visto il suo passato al Colonia, squadra del quale è tifoso il sette volte campione del mondo di F1. 

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Inchiesta Mose: vacanza pagata al capo del Cipe, la “cassa” dei grandi appalti

next
Articolo Successivo

Omicidio Motta Visconti, madre e due figli uccisi. Padre: “Condannatemi all’ergastolo”

next