Dopo la bufera, Barbara Spinelli tenta di riportare la quiete nelle acque agitate della lista Tsipras.  Lo fa con’intervista al quotidiano “La Repubblica”, in cui la giornalista usa toni concilianti per calmare gli animi, ma fissa anche una serie di paletti. “Inizialmente non intendevo andare in Europa, ma sono rimasta sorpresa dal numero di preferenze che ho preso e dalle forti spinte ad accettare il mandato”, dice la Spinelli per spiegare il dietrofront rispetto alle dichiarazioni della campagna elettorale. E allora da dove nascono le polemiche divampate nei giorni scorsi? Da un punto che, secondo la Spinelli, a Sel non è chiaro: “Questo era – ed è ancora – il progetto: costruire un’aggregazione di sinistra più ampia”. Ingiustificato quindi il “rigurgito identitario” avuto da Sinistra e Libertà, infuriata perché Marco Furfaro, secondo eletto nel collegio del Centro e già con un piede al Parlamento Ue in virtù delle promesse spinelliane della vigilia, è rimasto a casa: “Perché lo considera il ‘suo’ candidato e non della Lista. Sel sta vivendo una profonda crisi. Non sa decidersi tra Tsipras e Schulz, ma questo è un problema di Sel”. 

La lettera aperta inviatale ieri da Furfaro in qualche modo ha fatto centro e Spinelli risponde: “Mi si accusa (…) di aver scelto tra Centro e Sud, trattando i candidati arrivati dopo di me come ‘carne da macello’, così scrive Furfaro. E’ falso e ingiusto. Tra il voto e la decisione finale non c’è stato il vuoto ma un pieno: di contatti, di negoziati dei garanti con i partiti che esprimevano le candidature. Fallite le trattative, qualcuno doveva pur decidere. Su invito dei garanti l’ho fatto io”. Ora inizia il lavoro in Europa e inizia dai rapporti che la lista Tsipras, iscritta al Gue, vorrà comunque intrattenere con il Pse. Il rapporti con Schulz? “Non ho rapporti personali. La mia linea non è ostile al gruppo socialista ma alternativa alle politiche da esso fin qui sottoscritte. Se i socialisti smettono di inseguire le larghe intese, responsabili dell’austerità, se marcano una discontinuità, il dialogo sarà interessante”. 

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