Altro che ottanta euro al mese. Per risollevare il morale degli italiani, Matteo Renzi ha in serbo ben altre carte che mostreranno una ripresa inattesa con un incremento aggiuntivo del prodotto interno lordo compreso fra l’1 e il 2% (stime Eurostat). Un’ottima notizia per gli italiani che stanno tirando la cinghia in attesa di uscire dalla crisi. Peccato però che il balzo del Pil in arrivo sarà figlio dell’Esa 2010 (European System of National and Regional Accounts) il nuovo sistema di contabilizzazione pubblica imposto da Bruxelles e operativo a partire dal prossimo settembre.

Dopo l’estate infatti, l’Esa 2010 introdurrà “una metodologia su standard comuni, definizioni, regole di classificazione e contabilizzazione con l’obiettivo di compilare i bilanci su basi comparabili per gli obiettivi indicati dall’Unione Europea” come chiarisce una nota Eurostat. La nuova metodologia di classificazione modificherà le componenti del Pil nell’intento di meglio rappresentare i bilanci nazionali rispetto “al nuovo contesto economico” con in impatto positivo sui bilanci finali degli Stati Europei. E di conseguenza farà immediatamente migliorare il rapporto deficit/Pil che condiziona la vita degli Stati dell’Unione e incide sulle politiche economiche di ogni singolo Paese.

Nel dettaglio, con l’Esa 2010, potranno essere capitalizzate le spese in ricerca e sviluppo e quelle militari. Queste ultime finora sono state registrate in bilancio come “consumi intermedi”. In realtà, come spiega Eurostat, armi o bastimenti militari non si “consumano alla fine del loro primo anno (salvo il caso di distruzione in guerra). Questo tipo di armamenti possono essere utilizzati per diversi anni”. E quindi quelle che erano un volta spese vanno inserite fra le attività del bilancio pubblico facendo lievitare il Pil e riducendo il peso del fiscal compact.

Subiranno variazioni nella contabilizzazione anche le merci spedite all’estero come processo intermedio, la registrazione dei trattamenti pensionistici e delle assicurazioni danni. “L’impatto medio dei cambiamenti metodologici sul pil è del +2,4% di cui +1,9% (circa l’80% dell’incremento totale dovuto alla capitalizzazione delle spese di ricerca e sviluppo)” si legge in una nota Eurostat. Più che sufficiente alla politica per gridare al miracolo economico figlio delle politiche messe in atto oggi dai governo.

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