Da comandante dei vigili urbani a capo dipartimento affari giuridici legislativi della presidenza del Consiglio dei ministri, a Roma. E’ la storia di Antonella Manzione che vanta un curriculum vitae brillante, ma anche una parentela di peso: è sorella del sottosegretario all’Interno Domenico Manzione, 59 anni, per 15 anni sostituto procuratore a Lucca, poi ad Alba, e uomo del presidente del Consiglio Renzi che nel 2013 lo volle nella squadra di governo di Enrico Letta. “Mi ha proposto Matteo Renzi, ma ho accettato come tecnico”, dichiarò il magistrato subito dopo aver ricevuto l’incarico, ricoperto tuttora nel nuovo esecutivo.

Adesso l’ex sindaco di Firenze vuole al suo fianco anche la sorella del pm, Antonella. Manca ancora l’ufficialità, ma da giorni – come riporta il quotidiano Il Tirreno – sono sempre più insistenti le voci che danno per certo il trasferimento a Palazzo Chigi del comandante della polizia municipale di Firenze. L’incarico che le verrà affidato è di primo piano: Antonella Manzione andrà a dirigere la struttura che amministra l’attività normativa del governo. Non solo, perché il dipartimento, mantenendo i rapporti con l’Avvocatura dello Stato, deve coordinare le attività che riguardano i contenziosi davanti alla Corte costituzionale, alle corti internazionali e agli organi giuridici che riguardano i contenziosi della presidenza del Consiglio.

Cinquant’anni, avellinese di nascita ma versiliese di adozione, Antonella Manzione ha con Renzi un legame strettissimo. Nel 2010 fu lui a volerla a Firenze dove, oltre a guidare i vigili, rivestì il ruolo di direttore generale del Comune. Per entrare nella corte del primo cittadino, Manzione lasciò – grazie a una aspettativa – il comando della polizia municipale di Lucca, dove dovrebbe rientrare dal primo luglio, Palazzo Chigi permettendo.

La sua è una carriera fulminante: laureata in giurisprudenza con 110 e lode all’Università di Pisa, è avvocato e ha svolto funzioni di pubblico ministero. E’ stata dirigente a Seravezza (Lucca). Per poi trasferirsi a Pietrasanta. Qui, nella “piccola Atene” della Versilia, il comandante Manzione scatena una guerra in tribunale con l’esuberante sindaco di centrodestra Massimo Mallegni. E’ il 2002, Manzione denuncia di aver subito pressioni da parte del primo cittadino per cancellare una multa fatta da un vigile a un’auto del Comune. Ma dopo dieci anni il sindaco viene assolto. Intanto Manzione, oltre a scrivere un libro su quella vicenda (Martina va alla guerra), ha continuato a ricoprire incarichi di primo piano sempre nella polizia municipale: prima a Verona, poi a Livorno, infine a Lucca nel 2007, prima di entrare nelle grazie dell’ex sindaco e neo premier. Chi le sta vicino, racconta che sulla sua scrivania, oltre a scartoffie e documenti, tiene bene in vista un piccolo gufo: un portafortuna, regalato dal fratello Domenico alla vigilia del primo esame universitario passato con 30 e lode. A trent’anni di distanza, sembra che quel regalo continui ad adempiere al suo compito.

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