Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è stato accolto al suo arrivo a Scalea (in Provincia di Cosenza) con urla e contestazioni da parte di una piccola folla, tra i quali le mamme degli alunni e i precari del personale Ata. Il primo incontro, quasi privato, il premier lo ha avuto con i ragazzi dell’Istituto comprensivo statale Gregorio Caloprese. Scuola che, come ha spiegato una mamma, ha preparato per l’occasioni delle canzoncine, con tanto di orchestra, dedicate a Renzi. Ma nell’istituto non è stato consentito l’accesso ai giornalisti. “Stamattina – spiega una mamma – si sta facendo vedere la bella facciata di Scalea. I bambini sono belli infiocchettati. Ma la scuola non è così. Siamo indignate. La palestra che oggi è inagibile per ospitare Renzi, gli altri giorni viene utilizzata per le attività sportive dei nostri ragazzi”. Una donna, poi, mostra la sua busta paga di 800 euro. “Ho una mutuo e per vivere – dice – dovrò svendere casa e ritirare mio figlio dall’università. Questa è la Calabria”. Un signore ancora più esasperato: “Sono una massa di ladri, ma è finita l’era grassa”  di Lucio Musolino

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