Il pentito di camorra lo disse chiaramente: “Ad Acerra c’è ampia copertura, l’eccezione è solo il vigile con la barba”. L’eccezione era Michele Liguori, morto per un tumore qualche settimana fa. Aveva onorato la sua professione scandagliandolo palmo a palmo Acerra, paesone in provincia di Napoli avvelenato dagli scarichi illegali di rifiuti nocivi. Una sentinella a difesa di una terra, “eroe senza medaglia”, come ricorda il figlio. Emiliano: “Mi sono iscritto a Medicina per aiutare mio padre nella lotta contro la malattia, ma adesso non mi fermo. Domani ci potrebbero essere altre persone da aiutare”. Al suo funerale, pagato dalla famiglia, i cittadini hanno tributato il loro saluto a Michele. Ma ad Acerra quella di Emiliano si incrocia con altre storie di resistenza, testimoni in terra di ecomafie. Come Pietro Striano che da avvocato combatte la battaglia più difficile. Rappresenta le parti civili, i familiari degli operai morti per tumore nella fabbrica killer. Tra le vittime anche il padre. E c’è anche Alessandro Cannavacciuolo che, dopo la morte dello zio, è diventato guardia ambientale a difesa del suo territorio  di Andrea Postiglione e Nello Trocchia

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