La legge Fini-Giovanardi del 2006 che ha equiparato droghe leggere e pesanti e aumentato le pene per lo spaccio di cannabis e hashish arriva oggi davanti alla Corte Costituzionale a Roma. I profili di incostituzionalità su cui dovrà esprimersi la Consulta riguardano l’iter della legge. La norma, infatti, è stata inserita con un maxi-emendamento nella legge di conversione di un decreto che serviva a regolare la sicurezza per le Olimpiadi di Torino. Secondo la Corte di Cassazione che ha avviato il procedimento davanti alla Corte Costituzionale ci sarebbe una “disomogeneità” delle materie del decreto. Nel corso dell’udienza, oltre agli avvocati del ricorrente, è intervenuta anche l’Avvocatura Generale dello Stato, costituita per conto del Governo Letta. L’esecutivo ha chiesto alla Consulta di rigettare il ricorso sostenendo che il decreto è stato ispirato “dall’esigenza di straordinaria necessità e urgenza nel disciplinare una materia di fondamentale importanza ai fini della tutela della salute individuale e della sicurezza pubblica”. Per domani è atteso il verdetto. “Questa legge è la causa del sovraffollamento delle carceri – spiega un attivista del Movimento Cinque Stelle che da Venezia ha raggiunto Roma per manifestare il suo dissenso nei confronti della legge -. Se la Consulta dovesse dichiarare incostituzionale le legge usciranno di galera 9.500 persone”  di Annalisa Ausilio

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