Quanto c’è di “artificiale” dentro quello che mangiamo? Conservanti, additivi, coloranti: la lista è lunga e per scovare i nemici della linea e della salute occorre armarsi di pazienza e leggere (sapendole poi decifrare) le etichette alimentari. Fra qualche mese però arriverà sul mercato uno strumento che potrebbe rivoluzionare il modo di rapportarsi al cibo, a favore della trasparenza. Si tratta di un particolare telecomando, grande più o meno quanto uno smartphone, che va avvicinato ai piatti o agli alimenti ed è in grado di metterne a nudo la composizione.

TellSpec, questo il nome del dispositivo, è uno spettrometro che determina i composti chimici contenuti nei diversi prodotti. Funziona come un telecomando tascabile che, grazie a un laser puntato sul cibo, ne rileva le componenti. L’idea, sviluppata in Canada, è della manager Isabel Hoffman e del matematico Stephen Watson, ed è stata finanziata grazie al fundraising attraverso la piattaforma Kickstarter: la richiesta era di 100mila dollari, ma ne sono stati raccolti quasi il quadruplo. Ad attendere l’arrivo di TellSpec sul mercato, previsto per agosto 2014 (le prevendite sono attive sul sito e il prezzo iniziale oscilla fra i 350 e i 400 dollari), sarà soprattutto chi soffre di allergie o intolleranze alimentari, perché tramite questo strumento sarà anche possibile monitorare il collegamento fra i propri sintomi e il menu consumato, compilando un diario alimentare che a ragione potremmo definire “senza segreti”. Secondo quanto spiegato dalla creatrice, infatti, i dati raccolti dalla scannerizzazione del cibo verrano registrati e messi in relazione con altre informazioni, come i sintomi individuali, in modo da migliorare diagnosi e trattamenti.

www.puntarellarossa.it

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Sessualità femminile: le regole d’oro per l’amplesso perfetto

next
Articolo Successivo

Mercatini di Natale 2013, la guida /1. Dal Trentino all’Austria e Copenhagen

next