“Berlusconi come Aldo Moro”, recitava un cartello nella piazza dei fedelissimi. Avranno sussultato gli amici e i familiari di un uomo che era, antropologicamente e culturalmente, dall’altra parte del mondo rispetto all’emisfero berlusconiano. “Ucciso dalle Brigate Rosse” vomitava un altro cartello, dimenticando che sotto quel fuoco, caddero esattamente molti di quei funzionari dello Stato, compresi non pochi magistrati, che avevano deciso di servire lo Stato e non di servirsi del loro status per tutelare i propri interessi.
“Berlusconi come Gesù”, ha tuonato un altro, e di questo dovrà forse rispondere, Lui ed il suo capo, di fronte al tribunale celeste, assai meno clemente di quelli umani.

Colpo di stato, colpo di stato, ripetevano i puri e duri, dentro e fuori dalle aule parlamentari.
Premesso che la libertà di opinione è sacra, e che a nessuno può essere negato neppure il diritto di sentirsi Napoleone, la Madonna, o Gesù in persona (del resto la psichiatria studia e analizza da decenni casi consimili), ci piacerebbe capire da costoro perché mai l’Europa intera tace di fronte a questo golpe comunista in atto.

Possibile che dalla Merkel a Cameron a Rajoy, nessun leader della destra europea abbia sentito il bisogno di far sentire la sua voce?
Perché mai nessuno, ma proprio nessuno, neppure il più piccolo partito dei boscaioli del Nord Europa, abbia voluto esprimere solidarietà ad un confratello ingiustamente colpito?

Berlusconi si è paragonato alla signora Timosckenko, detenuta nelle prigioni ucraine, fiera oppositrice del regime in carica.
Il paragone non regge, anche perché il presidente in carica è un grande amico di Putin che, a sua volta, è un grande amico di Berlusconi, ma nel caso in questione l’Europa ha protestato, ha inviato una missione, ha denunciato la violazione dei diritti umani e di libertà.

Nel caso di Berlusconi tutto questo non è accaduto, persino la destra europea non ha ritenuto opportuno metterci la faccia e far sentire un alito di solidarietà politica.
Forse quello che si poteva fare e si può ancora fare in Italia, disponendo di un arsenale mediatico, non si può fare dai confini nazionali.

I paragoni con Gesù ed Aldo Moro non sono merce da esportazione.
Speriamo che presto, anzi prestissimo, non siano neanche più merce per il mercato nazionale.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Politici condannati, anche il Parlamento europeo ha votato per esclusione

next
Articolo Successivo

Legge elettorale, i partiti perdono altro tempo: governo Letta pronto a intervenire

next