La mia amica Chiara è una forza della natura. Da quando la sua amica Mena, 29 anni, è morta, nel giro di pochi mesi, lasciando due bimbi piccoli, per un tumore, non si ferma. Ingoiando a volte le lacrime per la rabbia che l’assale, si mette in macchina e partecipa a incontri, organizza, coinvolge: sempre presente, sempre in prima fila.

Chiara, per fortuna, a differenza di molti altri, non pensa che “tanto nulla cambia” e non pensa nemmeno che la rivoluzione si fa con Facebook. Chiara non litiga con chi prova a strumentalizzare questa tragedia per un interesse personale. Chiara respira e va avanti nella sua sacrosanta battaglia. Chiara non pensa nemmeno, come fanno tanti, “ormai è troppo tardi”. E non perde tempo a scrivere e dire cose, tipo “però io l’avevo già detto dieci anni fa”.

Chiara vive nella Terra dei Fuochi e quando mangia o beve sa che forse mangia e beve veleno. Per colpa di molti: politici, industriali, camorra, gente indifferente. Vero. Ma ha deciso che la sua vita vale. Abbastanza per essere incazzata e darsi da fare. Perché non è mai troppo tardi. E non è MAI vero che le cose non possono cambiare.

Chiara oggi, ovviamente, è a Napoli. “Che freddo, Angela” mi scrive mentre passa da un negozio all’altro in cerca di sottoscrizioni. “Tanti mi mandano via in malo modo”, mi ha detto, “ma io me ne frego”.

Dell’indifferenza se ne frega, Chiara. E fa bene. E con lei se ne frega quel fiume in piena che – sotto la pioggia – ha qualcosa da dire, perché non è mai troppo tardi.

E il mio cuore oggi, senza troppi perché, è lì con loro.

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