Alla Camera si consuma l’ennesimo scontro tra il Movimento Cinque Stelle e il presidente Laura Boldrini, e a finire sul banco degli imputati è, ancora una volta, Internet. Con il presidente Napolitano che parla di “turpi ingiurie e minacce” arrivate “dalla rete”. Ed era stata la stessa Boldrini a evocare il web dopo il battibecco in aula nel dibattito sulla legge contro l’omofobia. Già nel pomeriggio, in una nota il presidente della Camera si era definita “bersaglio di una costante e strumentale opera di delegittimazione, in Aula come in rete”.

Tutto è iniziato in tarda mattinata, durante il dibattito sulla legge contro la legge sull’omofobia. Una seduta tesa, caratterizzata da scontri procedurali e dalla sospensione dei lavori dopo le dimissioni del relatore Pdl Antonio Leoni, conseguenza della frattura interna al partito berlusconiano tra liberal e conservatori. Nella discussione su come procedere con i lavori, il deputato Cinque stelle Christian Iannuzzi protesta così: “Se non si sente in grado rappresentare l’aula in modo imparziale è meglio che si dimetta“. Gli altri gruppi insorgono in difesa del presidente, i Cinque stelle precisano: “Nessuna richiesta di dimissioni”.

Ma la polemica non si disinnesca, anzi. E’ la stessa Boldrini a farla tracimare fuori dal portone di Montecitorio, chiamando in causa “la rete”. In serata, l’affondo del Quirinale: “Viva e piena solidarietà” al presidente della Camera “per la campagna di gravi e perfino turpi ingiurie e minacce, condotta nei suoi confronti sulla rete”. Si tratta di “attacchi inammissibili che non possono essere tollerati, ai principi della convivenza democratica e al rispetto dovuto alla dignità della persona”. E ancora, afferma Napolitano, “è essenziale” che in una fase così delicata per le Camere “la libera dialettica delle posizioni politiche si svolga nelle aule parlamentari in un clima di civile confronto e di scrupoloso rispetto dei regolamenti e delle funzioni di chi è chiamato a garantirne l’applicazione”. 

Né Napolitano né Boldrini specificano a quali attacchi via web si riferiscano. Nel pomeriggio il deputato Cinque Stelle Alessandro Di Battista ha scelto Facebook per rivolgere al presidente della Camera parole durissime: “Boldrini, mi piange il cuore a dirlo, appare sempre più inadeguata, incompetente, nervosa, di parte e arrogante. Come tutte le persone di scarsa personalità, tende ad assecondare regolarmente il ‘grande potere’ e si dimostra più realista del re”. E l’orario di pubblicazione – le 15,14 – precede di pochi minuti la diffusione della nota del presidente che chiama in causa il web. Il post è stato poi commentato da centinaia di navigatori. 

Non è la prima volta che internet finisce nel mirino delle massime istituzioni repubblicane. Già nel maggio scorso, da poco eletta, Laura Boldrini aveva chiesto nuove leggi per regolamentare il web, urtata da commenti e fotomontaggi offensivi circolati in rete

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