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Irruzione negli uffici del gruppo lombardo del Pd che contestava convegno no vax: “Non ci faremo intimidire”

La denuncia: "Dopo il nostro post sull'evento promosso dal leghista Emanuele Monti, al quale ha partecipato anche il capogruppo di Fratelli d’Italia Christian Garavaglia, una trentina di persone sono salite fino ai nostri uffici, urlando, aggredendo verbalmente i collaboratori presenti e prendendosela con chiunque si trovassero davanti"
Irruzione negli uffici del gruppo lombardo del Pd che contestava convegno no vax: “Non ci faremo intimidire”
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“Abbiamo subito un’irruzione. Dentro Palazzo Pirelli. Ai nostri piani”. È la denuncia pubblicata dal gruppo regionale lombardo del Partito Democratico sui propri profili social in relazione a quanto successo venerdì 11 settembre al quindicesimo piano del Pirellone, dopo la polemica politica su un convegno che si era appena svolto nelle sale del grattacielo milanese.

“Dopo il nostro post di denuncia sul convegno della galassia no vax promosso dal leghista Emanuele Monti, al quale ha partecipato anche il capogruppo di Fratelli d’Italia Christian Garavaglia, una trentina di persone sono salite fino ai nostri uffici. Sono arrivate in gruppo, urlando, aggredendo verbalmente i collaboratori presenti e prendendosela con chiunque si trovassero davanti. Sono venute a cercarci”, si legge nel post.

Tutto era iniziato dopo che il gruppo del Pd al Consiglio regionale della Lombardia, con il suo capogruppo Pierfrancesco Majorino, aveva denunciato che al Pirellone si stava svolgendo un convegno no vax e Monti, il consigliere regionale leghista che aveva concesso la sala, ha negato, spiegando che si trattava di “cittadini vaccinati che hanno subito effetti avversi, riconosciuti scientificamente”. Sembrava tutto destinato a finire con uno scambio di dichiarazioni, ma invece è andato oltre. Una trentina di persone sono arrivate dal Pd, protestando e dicendo che non si trattava di un convegno no vax (anche se alcuni dei presenti, hanno osservato i dem, avevano magliette con scritto ‘no vax’). Hanno parlato con i funzionari e con il consigliere Paolo Romano.

Lo scambio non è stato amichevole ma non è trasceso nella violenza. Il gruppo si è lentamente allontanato su invito della Digos e della vigilanza del Consiglio regionale. “Quello che è accaduto oggi è grave. Prima si spalancano le porte delle istituzioni alla propaganda antiscientifica. Poi, quando qualcuno la denuncia, una trentina di persone salgono fino ai suoi uffici urlando e cercando il faccia a faccia”, sottolineano i dem: “Questo non è confronto e noi non ci faremo intimidire”.

Solidarietà dal governatore lombardo Attilio Fontana. “La Lombardia – ha osservato – è e deve continuare a essere una terra aperta al confronto, al pluralismo e alla libertà di espressione. È un principio nel quale credo profondamente e che, come istituzioni, abbiamo il dovere di difendere ogni giorno. Proprio per questo non possiamo accettare che il dissenso si trasformi in insulti, intimidazioni o aggressioni. Esprimo la mia solidarietà ai funzionari del Partito Democratico coinvolti negli episodi denunciati e condanno fermamente quanto accaduto”.
E poi ha aggiunto che “le idee possono essere anche molto diverse, il confronto può essere acceso, ma il rispetto delle persone e delle istituzioni viene prima di tutto”.

Il Pd ha incassato la solidarietà anche di Monti. “Chi insulta ha sempre torto. Per questo condanno fermamente quanto accaduto ed esprimo la mia solidarietà ai funzionari coinvolti”, ha scritto, aggiungendo che ogni anno apre “le porte di Regione Lombardia a centinaia di associazione” per “avvicinare le istituzioni ai cittadini”. “La mia presenza non significa condividere ogni posizione emersa nel corso del convegno – ha concluso -, ma riconoscere il diritto di affrontare e discutere un tema che riguarda persone e famiglie che meritano ascolto”.

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