Dappertutto è Taksim dappertutto è resistenza”. Lo slogan usato in giugno in tutta la Turchia per sostenere l’occupazione del parco Gezi ha ripreso a risuonare forte a Istanbul e nelle vie di molte città, urlato da migliaia di persone dopo la morte di un ragazzo colpito alla testa da una cartuccia di gas lacrimogeno ad Hatay (Antiochia). Quando la polizia si è accorta che l’attivista era a terra con il cranio sfondato, ha rilasciato una versione dei fatti subito smentita dai medici. Secondo gli agenti, il militante sarebbe morto dopo essere precipitato da un terrazzo. Un avviso per quei turchi contrari ai progetti di cementificazione e all’imposizione dei precetti islamici cari a Erdogan. A loro non serve più solo la maschera antigas, meglio procurarsi un elmetto se si vuole portare a casa la pelle  di Marco Palombi e Roberta Zunini

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