Un murales al Cairo con Morsi, Tantawi (ex capo della Giunta) e Mubarak
Tra i due litiganti l’ex raìs gode. In attesa che i Fratelli musulmani rispondano – a parole o con l’uso della piazza – alle parole del capo della giunta militare dal volto democratico (impersonato dal presidente ad interim Mansur) Al Sisi, è stato annunciato che Mubarak potrebbe essere presto liberato. Il malconcio ex presidente sotto processo per le violenze del suo regime nel reprimere la primavera di piazza Tahrir rappresenta il simbolo dell’Egitto del passato, sostituito dall’Egitto del futuro di Morsi, il leader dei Fratelli Musulmani vincitore delle elezioni nel 2012 e cacciato meno di due mesi fa e posto agli arresti. 
 
Anello di congiunzione temporale tra Mubarak e Morsi i generali determinano tutto il presente del gigante che unisce geopoliticamente Mediterraneo, Maghreb e Medio Oriente.
 
Al Sisi ha usato parole che possono parere di apertura, in realtà costruiscono un percorso angusto per le mosse dei Fratelli musulmani che se vogliono restare un movimento politico ufficiale devono sottostare alle regole della “lotta al terrorismo” con le quali le forze armate spacciano il rigido controllo del Cairo e del resto del paese, di cui alcune parti sfuggono però al diretto controllo militare come dimostra il massacro di agenti compiuto da gruppi – questi sì davvero terroristici – nella nevralgica e importantissima penisola del Sinai, che segna il confine con Israele e dove passa il Canale di Suez, prima voce dei proventi economici dell’Egitto (tanto più ora che il turismo è di fatto bloccato).  
 
close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Gibilterra, le acque agitate dello stretto

prev
Articolo Successivo

Egitto, arrestata al Cairo la guida suprema dei Fratelli Musulmani

next