Da anni sappiamo che è utile monitorare parametri come la pressione arteriosa, il colesterolo, la glicemia e l’indice di massa corporea. Ma più recentemente un altro fattore è emerso in tutta la sua importanza: la glicazione e i cosiddetti advanced glycation end-products, (AGE), molecole che si formano quando lo zucchero, eccessivamente presente nell’organismo, si lega ad altre molecole alterandone la funzionalità. Se gli AGE sono in eccesso nel tempo possono portare a gravi danni e ad un’accelerazione dei processi di invecchiamento. Un marcatore di glicazione è l’emoglobina glicata, parametro tradizionalmente usato nei pazienti diabetici ma utile come test dei livelli di glicazione anche nei soggetti sani. 

Oltre a quelli prodotti nel nostro corpo quando gli zuccheri sono in eccesso, gli AGE possono anche essere ingeriti attraverso gli alimenti perché si sviluppano sulla superficie del cibo quando viene cotto a temperature troppo elevate.

Negli Stati Uniti, nel tentativo di educare le persone sugli effetti della glicazione, la AGE Foundation, ha recentemente presentato i risultati del suo sondaggio sulle abitudini alimentari americane e sul’impatto dei metodi di cottura sull’invecchiamento.

Secondo il sondaggio, il 76% degli americani sanno che mangiare alimenti industriali può accelerare l’invecchiamento. Il 32% ha citato il modo in cui il cibo viene cucinato come agente impattante sull’invecchiamento, ma solo l’11% ha indicato la cottura dei cibi a temperature elevate come dannosa. 

“E’ importante per le persone limitare la quantità di alimenti alla brace o anche tostati”, ha detto Michelle Davenport, membro del consiglio della AGE Foundation. “Abbiamo scoperto – prosegue Davenport – che quando si cucina a temperature più elevate si formano più AGE nel cibo. Quindi il nostro consiglio è quello di cuocere a bassa temperaturaper un periodo di tempo più lungo soprattutto alimenti come la carne”. 

L’indagine ha anche mostrato che quando le persone mangiano alimenti industriali, cibi fritti o ricchi di zuccheri, sono più preoccupati per l’impatto sul peso che per l’effetto dannoso sugli organi interni. 

Secondo l’AGE Foundation, la chiave per la riduzione della glicazione è di abbassare la temperatura di cottura, prolungando il tempo e incorporando più acqua nella preparazione dei cibi. Metodi di cottura a base d’acqua (ad esempio al vapore) riducono drasticamente gli AGE. 

Inoltre per ridurre la glicazione è importante integrare nella dieta frutta, verdura e cereali integrali.

Fatto for future - Ambiente: le storie più importanti per il futuro del nostro pianeta, con dossier, approfondimenti e video per essere sempre informato

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Smog, Pnas: “I cinesi del nord vivono cinque anni di meno”

next
Articolo Successivo

Prevenzione dei tumori: mangiare o non mangiare? Questo è il dilemma

next