Nuova notte di scontri a in Turchia fra polizia e manifestanti, nonostante le ‘scuse’ parziali ieri del vicepremier Bulent Arinc per la brutalità della polizia, mentre a Smirne c’è stata una prima retata contro oppositori accusati di avere usato Twitter per appoggiare la protesta: che ha già provocato tre morti.

Nella giornata di ieri nelle principali città del paese era tornata una calma precaria. Migliaia di persone si erano riunite come ogni pomeriggio a Piazza Taksim a Istanbul e a Kizilay ad Ankara, i due epicentri della rivolta contro il premier islamico Recep Tayyip Erdogan. Ma fino a sera non erano stati registrati incidenti. Nella notte invece ci sono stati scontri nelle due città vicino agli uffici del premier. Anche a Antiochia, vicino al confine con la Siria, dove decine di migliaia di persone hanno partecipato ieri ai funerali di un giovane manifestante ucciso lunedì, ci sono stati duri scontri nella notte.

Il vicepremier Arinc, capo del governo ad interim in assenza di Erdogan, fino a domani in visita ufficiale nei paesi del Maghreb, potrebbe vedere a Istanbul le organizzazioni che hanno organizzato la settimana scorsa le prime manifestazioni contro la distruzione di Gezi Park. La feroce repressione di quelle proteste aveva poi innescato da venerdì la rivolta anti-Erdogan in tutto il paese. Altri sindacati turchi potrebbero aderire allo sciopero per ora proclamato per due giorni dalla Confederazione della funzione pubblica Kesk. Come molti altri intellettuali e artisti che appoggiano la protesta, il regista Ferzan Ozpetek ha annunciato su twitter che se ci sarà uno sciopero generale anche lui “si fermerà”.

Suscita intanto preoccupazione fra i manifestanti la retata anti-twitter attuata questa notte a Smirne. La polizia ha arrestato 24 persone a Smirne accusati di avere “incitato ai disordini e fatto propaganda”, per avere pubblicato tweet di sostegno alle manifestazioni. Altre 14 persone sono ricercate. Secondo il Chp, il principale partito di opposizione, nei messaggi gli arrestati hanno solo invitato a partecipare alla protesta. Lunedì Erdogan si era scagliato contro twitter – il principale canale di comunicazione per i manifestanti, che hanno anche pubblicato migliaia di foto e video sulla brutalità della polizia – che aveva definito una “cancrena della società”.

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