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A ilfattoquotidiano.it adrenalina e fatica per la libertà di informazione

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“… Se la libertà è oggi umiliata o incatenata, non è perché i suoi nemici hanno usato il tradimento, ma perché i suoi amici hanno dato le dimissioni” sentenziava Albert Camus. Il fattoquotidiano.it cerca amici particolari, sostenitori per scatenare ancora di più la libertà di informazione.

Lavoro qui da un anno e una manciata di giorni. Ore e ore di fatica e risate, riunioni e scoop, adrenalina e a volte stanchezza. Ma la piccola redazione dell’online fa grandi numeri. Quando abbiamo superato per alcuni giorni la soglia di un milione di utenti unici abbiamo sorriso: “100mila per oguno di noi”.

Pochi immaginano quanto lavoro ci sia dietro un giornale di carta e ancora meno quanto lavoro ce ne sia dietro uno digitale. È una creazione nell’accezione più ampia e bella che ci possa essere; mentre per la carta avviene una volta al giorno, noi qui siamo sempre in sala parto: pronti a sfornare il prossimo primo piano, a flashare l’ultima ora.

C’è la fase dell’ideazione, la scrittura o la lettura dei pezzi dei collaboratori, e infine la pubblicazione dopo aver scelto e tagliato una foto, fatto un titolo il più “arrapante” possibile. E mentre si fa questo tutto può cambiare, mentre si segue il giuramento del governo Letta bisogna informare – e bisogna farlo immediatamente – che un uomo in giacca e cravatta ha colpito due carabinieri. Bisogna essere veloci e veloci, tentare di essere precisi il più possibile, di essere diversi e originali. Per dare informazioni ci alziamo all’alba e a volte torniamo a casa tardissimo. E anche a Natale c’è un collega che aggiorna il sito. In questa corsa contro il tempo e contro gli altri può capitare qualche errore. Ma è sempre in buona fede.

Lavorare al sito del fattoquotidiano.it non è solo questo, è anche confronto sempre e comunque, è cercare e cercare e cercare ancora non solo la notizia ma la spigolatura o quello che altri non hanno visto o non vogliono vedere. Per farlo c’è bisogno di forza e risorse e amici speciali che ci sostengano.

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