Prima di tutto una giustificazione: da più di due settimane non scrivo nulla su questo blog. Ma il motivo non è una vacanza o altri impegni di lavoro. Il fatto è che di fronte a quanto accaduto nella politica nazionale sono rimasto letteralmente senza parole. Dopo aver votato e sostenuto con convinzione, anche su questa pagina, il Pd e Bersani, vedere quello che è successo nell’elezione del Presidente della Repubblica e nella formazione del governo mi ha lasciato in una condizione mai vissuta: l’incapacità di spiegarmi come e perché accadessero certe cose.

Perché, per esempio, – mi chiedo ancora oggi – non si potesse votare Rodotà? E non mi convince affatto la spiegazione secondo la quale non avrebbe avuto i voti di tutto il partito. Per dividersi su Marini e poi su Prodi, tanto valeva dividersi su Rodotà. Ma questa è ormai acqua passata. Adesso l’acqua che ci ha sommerso è ancora più profonda. Facciamo parte di un governo che, nonostante alcune presenze eccellenti, rispecchia con precisione i peggiori mali della vita nazionale: affarismo, gattopardismo, familismo. Perché sarà anche vero che non è elegante rinfacciare a qualcuno le sue parentele o il suo matrimonio, ma non è neppure elegante, anzi mi sembra piuttosto imbarazzante, ricevere la benedizione di uno zio potente o far parte di un governo insieme con il partner, per la serie due cuori e un ministero.

Però, pur oppresso da questa situazione, ieri mi è tornata la parola. Quando ho visto Brunetta che, con il suo tono tanto simpatico, ammoniva che o si elimina l’Imu o cade il governo, ho avuto come un sussulto pensando a cosa ci aspetta veramente. Pensate! Se questi già cominciano con le minacce a proposito dell’Imu non è difficile immaginare cosa faranno quando in Parlamento si tratterà di discutere di conflitto di interessi o di temi connessi ai i processi in cui è imputato Berlusconi. E allora sapete cosa vi dico? Ragazzi (anzi, ragassi per dirla alla Bersani), scappiamo al più presto, non c’è altro da fare, non dico domani, e neanche la settimana prossima, ma molto presto, il tempo di far le valigie e di controllare che la macchina parta e poi via a gambe levate! via! via! Lontano da questa brutta compagnia. Come si dice: fai ciò che devi, accada che può.

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